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Federalberghi, Pilati dice no ad accordo Regione/Airbnb. “Concorrenza sleale e pericolosa”

l'assessore regionale al turismo, Gianni Berrino "Al contrario, questo accordo è per eliminare gli affitti in nero"

Provincia di Imperia. “E’ pura concorrenza, sleale ed anche pericolosa”. Riguardo all’accordo che la Regione Liguria ha firmato con Airbnb (il portale web per chi cerca alloggi o stanze per brevi periodi), Americo Pilati ha proprio il dente avvelenato.  Secondo il presidente di Federalberghi Liguria, infatti, si tratta di “un meccanismo che permette irregolarità sia fiscali che di sicurezza”. Se per gli albergatori è d’obbligo la trasmissione delle presenze nella propria struttura ricettiva alla Questura e all’Istat (modalità che diventa immediato incrocio di dati anche nel caso in cui in hotel ci sia una persona pericolosa) “con questo accordo regionale ci troviamo allo sbando. Ciò che chiediamo, quindi,  sono controlli mirati da parte delle forze dell’ordine e ove necessario, anche multe. Insomma, chiediamo di giocare alla pari”.

E’ bene far presente che, secondo Federalberghi, sono diverse le città della nostra regione che vedono alloggi e camere iscritte sul sito Airbnb: 909 se ne contano a Genova, 759 a La Spezia, mentre a Sanremo pare siano 301, 264 a Imperia, 236 a Lerici, 216 a Finale Ligure e 207 a Rapallo. Una crescita degli affitti sul portale che sta aumentando a vista d’occhio tanto che da 39 nel 2009 siamo passati a 8.671 nell’estate di quest’anno.

Dalle parole di Pilati emerge che Federalberghi, prima della finanziaria, avesse cercato di far implementare nella legge la clausola di una cedolare secca del 21% e quindi un obbligo certificato dallo stato proprio nell’ottica di abusivismo nel settore. “Invece tutti se ne fregano o fanno ben poco. In Liguria ci sono 8 mila di queste situazioni che a questo punto vanno a fare concorrenza agli alberghi. E naturalmente, in un momento in cui ci sono situazioni di terrorismo, persone pericolose potrebbero essere presenti senza che le autorità preposte ne siano a conoscenza. Noi abbiamo tutti gli indirizzi che, all’occorrenza, presenteremo.

Quella di Pilati è, però, una dura presa di posizione che l’Assessore regionale al Turismo, Gianni Berrino non riesce a capire “poiché il giorno che lo abbiamo scritto e lo ha letto, mi ha fatto pure i complimenti”. Berrino, al contrario di Federalberghi, di questa firma è entusiasta, essendo la Liguria la prima regione italiana a muoversi in un progetto di concorrenza leale in questo campo che riguarda la ricettività per vacanze. “Proprio perché giusta la lamentela degli albergatori riguardo ai privati che affittano in nero, abbiamo cementato questo accordo con cui Airbnb si impegna a sollecitare tutti coloro che mettono in affitto case in Liguria a comunicare i dati alla Questura e a rispettare la legge regionale e i regolamenti comunali, eliminando il malaffare dell’affitto in nero proprio nel tentativo di limitare la concorrenza sleale nei confronti degli albergatori”. 

Dunque, secondo l’assessore, Airbnb si è impegnata a pubblicizzare la Liguria ma soprattutto a normare quel sistema fiscale fino ad oggi sommerso e che in Italia pare formula sempre più dilagante. “Continuate ad andare negli alberghi. - caldeggia chiudendo Berrino – Ma chi decide per il b&b scelga semplicemente tra quelli che rispettano la normativa e che pagano le tasse “.  

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