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Capodanno in Riviera? Per Google esiste solo quella romagnola. Pilati (Federalberghi): “Bisogna correre ai ripari”

Eppure nell'immaginario collettivo, la "Riviera" è quella ligure. Ma il passato seppur glorioso non basta più

Imperia. Il capodanno in Riviera non esiste, almeno per chi cerca eventi e promozioni della notte di San Silvestro su Google. Pagine e pagine di link inerenti Rimini e Riccione invogliano turisti, italiani e stranieri, a prenotare negli alberghi della riviera romagnola o a cenare in uno dei tanti ristoranti dell’Emilia Romagna e della costa adriatica. Della Liguria di ponente neanche l’ombra.

Eppure se nello stesso campo di ricerca si omette la parola “capodanno” e ci si limita a digitare “riviera” ai primi posti delle ricerche online si trovano rimandi a quella che, nell’immaginario collettivo, è la vera Riviera, quella ligure.
Come mai questa discrepanza? Non riesce a darsi una risposta, se non attraverso ipotesi, neppure lo stesso Americo Pilati, presidente regionale di Federalberghi: “Non siamo capaci di fare turismo”, commenta, lamentando il fatto che pure i media locali non si occupano granché di promuovere il proprio territorio, “Probabilmente in Romagna hanno un portale dedicato alla promozione online. Pubblicizzano il capodanno e, di conseguenza, escono per primi. Nella prossima riunione sull’argomento turismo cercherò di capire il motivo per cui su di noi non c’è nulla”.

La “Riviera”, insomma, parola diventata di uso comune proprio grazie al prestigio che nei secoli ha accumulato quella ligure, alta, rocciosa e a picco sul mare, ora è diventato, nel mondo virtuale, un termine che si accosta molto più facilmente alle coste basse e sabbiose di quella romagnola e adriatica.

Nel XXI secolo non basta più la nomea di romanzieri, poeti e artisti, sia italiani che stranieri, che hanno scritto e impresso sulle loro tele le immagini di un luogo lussureggiante, luminoso e accogliente, decantando la bellezza di una natura rigogliosa, di un clima perennemente mite e di piccoli e affascinanti borghi medievali incastonati come gemme nell’entroterra: ora il mondo è veloce e si muove su internet. Forse è ora che la Liguria (soprattutto quella di Ponente) se ne accorga.

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