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Bloccata la variante edilizia per trasformare la struttura parrocchiale di Borghetto San Nicolò in “residenza” per persone in difficoltà foto

Nella frazione bordigotta in molti pensavano che sarebbero stati accolti migranti

Bordighera. Bocciata la variante edilizia proposta dalla curia per i locali del primo piano all’interno della struttura costruita in via San Sebastiano al civico 2. Nata per ospitare attività pastorali, aggregative e catechesi, non diventerà un luogo in cui accogliere persone in difficoltà.
Il no è arrivato direttamente dal dirigente ad interim del Settore tecnico dottor Luigi Maurelli che ha chiesto alla curia di rispettare la convenzione in essere con il comune di Bordighera, convenzione stipulata nell’aprile 2006 in cui è espressa in maniera esplicita la funzione della struttura che “è e resterà un servizio di interesse collettivo”. “In caso di accertata violazione alla destinazione d’uso prevista in convenzione”, si legge nel testo della raccomandata inviata alla parrocchia di San Nicolò di Bari di Borghetto San Nicolò dagli uffici comunali, verranno comminate sanzioni.

Soddisfatto il gruppo consiliare “Bordighera Mia”, formato da Mauro Bozzarelli e Stefano Sapino, che sulla variante edilizia aveva espresso perplessità e chiesto una presa di posizione politica. “Ci auguriamo che la struttura venga inaugurata e ufficialmente aperta al più presto”, hanno dichiarato i due consiglieri, “E che venga permesso all’associazione “Coro Voci e Note sotto le stelle” di utilizzare i locali per le tante iniziative portate avanti con impegno da anni. Si tratta di una struttura che ha un’importantissima valenza sociale soprattutto per bambini e anziani ed è giusto che venga utilizzata per lo scopo per cui è nata”.

Tutto è nato quando Caritas e curia hanno chiesto di poter utilizzare i locali del primo piano della struttura di via San Sebastiano per accogliere persone con problematiche sociali o di disagio presenti sul territorio. Nella piccola frazione dell’entroterra bordigotto si era pensato subito ai migranti: ipotesi, questa, smentita sia dal vescovo diocesano monsignor Antonio Suetta che dal responsabile della Caritas intemelia Maurizio Marmo. Quest’ultimo, parlando della variante, aveva spiegato: “La parrocchia utilizzerà questa struttura per servizi per la collettività: questo era l’obiettivo per cui è nata e rimane questo. La possibilità che si immagina è che al primo piano, camera e refettorio vengano utilizzati per rispondere ad esigenze presenti nel territorio. Questo è lo spirito della richiesta: ampliare l’ospitalità, utilizzando la struttura per la collettività sempre in accordo con ASL e servizi sociali”.

“Non è stata presentata una variante urbanistica: in quel caso la pratica sarebbe dovuta passare in consiglio comunale”, tiene a precisare l’assessore all’Urbanistica Margherita Mariella, “Ma una variante edilizia: la risposta, dunque, è arrivata direttamente dagli uffici preposti. L’amministrazione in questi casi non può metterci becco: si tratta di una pratica ordinaria”.

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