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A Pieve di Teco l’albero di Natale nasce con i resti dell’alluvione: “Vogliamo ricominciare” fotogallery

Alcuni cittadini l'hanno realizzato con i legni degli alberi sdradicati dalle forti piogge e trasportati a valle

 Pieve di Teco. Creatività, speranza e tanta, tantissima volontà. Sono questi gli elementi su cui si snoda la magica storia di Natale di una piccola comunità del nostro entroterra. La storia dei milletrecentotrentotto uomini, donne e bambini che compongono il borgo di Pieve di Teco, i quali, colpiti dagli eventi alluvionali del novembre scorso, hanno trovato la forza di non farsi trascinare da quella stessa incessante corrente. Hanno trovato il coraggio di ricominciare.

“Un gruppo di cittadini affiancati dall’associazione i.Theicos di cui faccio parte – racconta Marco Buratto – ha realizzato un albero di Natale con i legni che le forti piogge hanno strappato alla nostra terra trasportandoli a valle, fino alle spiagge dei comuni di Imperia e Albenga. Per noi non è un semplice albero di Natale ma un’opera speciale che racchiude la volontà di rinascere e di ripartire che tutti i pievesi hanno dimostrato in queste settimane”.

“Perché – prosegue Burrato – siamo una popolazione fortissima che non molla, non abbandona la propria valle, la Valle Arroscia. E nonostante il tardivo intervento del Governo, tutti abbiamo già incominciato a ricostruire, a ricomporre quanto la Natura ha distrutto e solamente con le nostre mani, aiutandoci gli uni con gli altri. A riguardo è doveroso citare Lavinia che ha ricevuto molta solidarietà da parte della gente del luogo e chi ha contribuito alla realizzazione del nostro albero di Natale, oltre me: Paolo Banaudo, Dario Rosta, Margherita Fueri, Osvaldo Maffone e un’artista inglese da poco residente a Pieve di Teco, Sophie Dickens”.

L’Arroscia insieme all’area dell’alto bacino del Tanaro e della Valle Argentina sono state le aree maggiormente colpite dalle incessanti piogge che il 24 novembre si sono abbattute nel Ponente ligure. Pareti rocciose franate, tetti di abitazioni spazzati via, campi, alberi e sentieri sdradicati. Solo di recente il Governo ha riconosciuto al territorio lo Stato di emergenza stanziando 11 milioni di euro per compiere i primi interventi di ricostruzione. Fondi a cui andranno a sommarsi parte delle accise messe a disposizione dalla Regione Liguria.

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