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A Palazzo Viale di Cervo omaggio a Giuseppe Conte

A promuovere l'iniziativa è l’associazione culturale "Proarte" con il patrocinio del Comune

Cervo. Oggi pomeriggio alle 16 a Palazzo Viale pomeriggio dedicato Giuseppe Conte, il grande poeta e scrittore imperiese.

A promuovere l’iniziativa è l’associazione culturale “Proarte” con il patrocinio del Comune e in collaborazione con Assolibro-Libri al Mare di Imperia. Insieme hanno voluto dedicargli in segno di ammirazione e stima per la sua importante e lunga carriera letteraria.

Chi è Giuseppe Conte.
Nato da madre ligure e da padre siciliano. Al 1946 risalgono i primi ricordi di Catania, del Giardino Bellini e della via Etnea. Frequenta a Porto Maurizio la scuola elementare e quella media, dimostrando presto un particolare interesse per la geografia, l’astronomia e la musica.

Frequentando il “Ginnasio-Liceo De Amicis” a Oneglia, sviluppa i primi interessi letterari. Si esercita in questi anni alle prime traduzioni dall’inglese, compone i primi versi, alcune opere teatrali e la bozza di un romanzo che si ispira all’opera e allo stile di Laurence Sterne che, insieme a Omero, Shakespeare, Goethe, Foscolo e Shelley, riveste un ruolo significativo nella sua prima formazione.

Legge con passione le opere di Mallarmé, Baudelaire, D.H. Lawrence e Henry Miller e inizia a sentire il desiderio di diventare scrittore.

Nel 1962 si reca a Parigi a Londra e a Bath dove frequenta una scuola estiva di inglese. Nel 1964, dopo aver ottenuto la Maturità classica, si reca nuovamente a Parigi e nell’autunno si iscrive alla Facoltà di Lettere e Filosofia presso l’Università statale di Milano dove si laurea in estetica con Gillo Dorfles nel 1968, lavorando sulla retorica seicentesca, che diventerà l’argomento del suo primo libro. Scrive poesie. Negli anni settanta si impone all’attenzione della critica con due libri di poesia: Il processo di comunicazione secondo Sade (1975) e L’ultimo aprile bianco (1979) e negli anni ottanta si cimenta con successo anche nella narrativa (Primavera incendiata ed Equinozio d’autunno), cui faranno seguito, nei decenni successivi, L’impero e l’incanto (1995), Il terzo ufficiale (2002) ecc.

Da inizi che in qualche modo si riallacciano ai testi della neo-avanguardia Conte procede verso la riscoperta del mito, del sacro, della natura. Nel 1994, in ottobre, promuove a Firenze l’occupazione pacifica della Basilica di Santa Croce con un gruppo di poeti (i capitani del Commando eroico, tra i quali Tomaso Kemeny, Roberto Carifi, Lamberto Garzia): pronuncia sul sagrato di Santa Croce un discorso in cui rivendica il primato etico e spirituale della poesia. Tra i messaggi di adesione, quelli di Lawrence Ferlinghetti, di Mary de Rachewiltz, di Mario Luzi, di Gao Xingjian.

Nel 1995-96 contribuisce a far sorgere il movimento del Mitomodernismo, partecipando con Tomaso Kemeny, Stefano Zecchi e altri a letture, conferenze e viaggi. Al primo Festival del Mitomodernismo di Alassio presenta l’opera L’Iliade e il jazz, con testi suoi e di Omero e musiche di Duke Ellington scelte dal bassista Dodo Goya. In collaborazione con Silvia Ronchey porta poesia e mito in televisione realizzando settimanalmente clips per il programma di Rai2 L’altra edicola. È invitato dall’Unesco a rappresentare l’Italia nel World Institute for Opera and Poetry. Nel 1997 in Cornovaglia per presentare Il ragazzo che parla col sole incontra George Ansell, il Gran Bardo della tradizionale Società dei Bardi di Cornovaglia. Alla stazione di Bodmin, si salutano pronunciando il motto della Società, nell’antica lingua cornica: “Nynsyn Marow Mightern Arthur” (Il re Artù non è morto). Intanto collabora a diverse riviste e giornali quali «Il Verri», «Nuova Corrente», «Sigma», «Altro versante», «la Stampa», «il Giornale», «Il Secolo XIX» ecc.

Nel 2006 vince con Ferite e rifioriture il Premio Viareggio sezione poesia. Ha prefato e/o tradotto opere di Walt Whitman, Adunis, Rabindranath Tagore, Jacques Prévert, Pablo Neruda, Serge Rezvani, Juan Gelman, Juan Uslé, William Blake, Percy Shelley, D. H. Lawrence, Victor Segalen ecc. e ha curato diverse antologie poetiche. Ha scritto il pamphlet Lettera ai disperati sulla primavera (2006), e opere teatrali e musicali come Boine (1986), Ungaretti fa l’amore (2000), e Nausicaa (2002). Ha anche collaborato alla RAI. Dopo aver abitato a Nizza, ora abita a Sanremo, con la moglie Mariarosa.

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