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Ventimiglia, tris di arresti della polizia di frontiera

Sono stati fermati due tunisini per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e un algerino ricercato

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Ventimiglia. La Polizia ha eseguito tre arresti la notte scorsa. Gli agenti del Settore Frontiera, dislocati con le pattuglie in più punti strategici lungo il confine, hanno infatti messo a segno una “tripletta” di arresti, effettuati, da personale specializzato alla ricerca di latitanti e al contrasto dell’immigrazione clandestina, nonché al falso documentale.

Il servizio è stato predisposto ed implementato con le pattuglie miste italo francesi e con l’ausilio dei militari come da disposizioni del Direttore interregionale della 1 Zona di Torino da cui dipende la frontiera.

I primi due arresti sono stati compiuti a carico di due tunisini, con numerosi precedenti di polizia rispettivamente di 45 e 32 anni, residenti entrambi in Francia (Mentone e Parigi), controllati dapprima nei pressi della stazione ferroviaria e, dall’esame dei documenti, risultati in regola. La loro permanenza in stazione, senza alcuna apparente motivazione, ha indotto gli agenti ad una più attenta osservazione, effettuata in modo discreto, che ha permesso di ipotizzare che gli stranieri cercassero migranti da portare in Francia.

Osservati gli stranieri nelle ore successive, probabilmente convinti di non essere più “controllati” dalla polizia, gli agenti li hanno seguiti fino al parcheggio in centro cittadino dove sono saliti a bordo di una Peugeot con targa francese. Intuendo la possibilità che potessero “caricare” gli stranieri precedentemente contattati, gli operatori si sono diretti prontamente alla barriera autostradale per poterli “accogliere”; subito dopo, l’autovettura Peugeot si è presentata al casello con tre clandestini totalmente privi di documenti. Condotti in Ufficio per gli adempimenti del caso, sono stati arrestati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e poi processati per direttissima.

Il terzo arresto è stato compiuto durante il controllo particolarmente accurato ed attento sui passeggeri di un pullman proveniente da Marsiglia e diretto a Genova. Aissa M’hamed, algerino di 30 anni, malgrado fosse in possesso di regolare permesso di soggiorno rilasciato dalla Questura di Genova, non ha convinto gli Operatori di Frontiera: troppo ossequioso e premuroso nel mostrare quel documento che gli garantiva la regolarità nel nostro territorio, troppo frettoloso nel volersi congedare da quelle “divise” scomode.

Ecco dunque che, al termine di tutti i controlli sugli altri passeggeri, i poliziotti hanno deciso di approfondire gli accertamenti, eseguibili solo presso l’Ufficio di piazza Libertà ed attraverso strumenti sofisticati e precisi ed una serie di approfondimenti tramite il sistema AFIS. Nelle ore successive la conferma ai loro dubbi: Aissa, sotto un alias, risultava pluripregiudicato per numerosissimi reati contro il patrimonio (furto di veicoli destinati al mercato tunisino, rapina, ricettazione, riciclaggio e altri reati predatori) ricercato a seguito di ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Genova, dovendo espiare una pena definitiva di ben sette anni di reclusione per rapina, furto aggravato, riciclaggio per una serie di reati commessi tutti nel genovese.

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