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Ventimiglia, la richiesta della comunità marocchina: “Cacciate l’Imam dalla moschea” foto video

Mohammed Babi non "è in grado di fare l'Imam, non è timorato di Allah"

Ventimiglia. Una trentina di persone appartenenti alla comunità marocchina si è riunita per testimoniare la volontà di allontanare l’Imam Mohamed Babi dal centro culturale islamico “Fratellanza di Ventimiglia”.
“Questa persona è indesiderata e nessuno vuole ancora pregare dietro di lui“, dichiara Taki Hassan, ex presidente del centro.

Il motivo? Stando a quanto dichiarato dai fedeli musulmani, Mohammed Babi non “è in grado di fare l’Imam, non è timorato di Allah. Perché se fosse davvero timorato di Allah non avrebbe fatto questa propaganda che ha portato alla chiusura di una moschea. Ha creato questi problemi non solo a Ventimiglia ma in tante altre moschee”.

“Se l’Imam non è desiderato dai suoi fedeli, se ne deve andare: è la legge a dirlo”, specificano gli appartenenti alla comunità marocchina.

Oltre alla chiusura del centro culturale di via Aprosio, che ha significato per decine di persone l’impossibilità di riunirsi in preghiera il venerdì in un luogo dedito al culto, la rabbia dei musulmani è tanta per la sparizione dei soldi depositati sul conto corrente intestato al centro: “Si sono presi 17mila euro raccolti dai fedeli”.  “Non ha il Corano sul cuore, ma su portafoglio”, dice parlando dell’Imam Babi un musulmano.

“L’Imam sta contro di noi, non con noi”, dichiara un fedele, “Perché altrimenti non avrebbe diviso una comunità che era unita”.

C’è chi, all’appuntamento, è arrivato con un foglio di carta A4 che ripercorre la storia di quello che è successo negli ultimi mesi e che ha portato alla chiusura del centro culturale “Fratellanza di Ventimiglia”: “Nel giorno della votazione, il 17/07/2016″, si legge, “Ha vinto l’attuale presidente Chakib. Nella preghiera del pomeriggio Babi ha scoperto la vittoria di Chakib e ha deciso di fare una rivoluzione contro l’attuale presidente. Babi e suo cugino Houssein Taiaa, che ha perso le elezioni, hanno ritirato tutti i soldi dal conto corrente. Un sabato dell’agosto 2016, Babi pretendeva pubblicamente di chiudere la moschea. Tutti questi atti sono stati compiuti da Babi e suo cugino solo per interesse e non per il bene della moschea”.

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