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Ventimiglia, il centro – destra si riunisce a teatro per dire “no” al referendum di Renzi fotogallery video

Non è mancato, da parte di Toti, un attacco al governo Renzi su immigrazione e politica economica

Ventimiglia. E’ un coro di “no” quello del centro-destra ligure che continua la serie di incontri con i cittadini per portare sulle piazze il tema della riforma costituzionale voluta dal governo Renzi.
Nel teatro comunale della città di confine è giunto questa sera il presidente Giovanni Toti, insieme con il suo vice Sonia Viale, gli assessori Marco Scajola e Giovanni Berrino, il consigliere Alessandro Piana (capogruppo della Lega Nord e altri esponenti della giunta regionale uniti nel contrastare la riforma per la quale gli italiani saranno chiamati a votare il prossimo 4 dicembre.

Ventimiglia, incontro per il "no"

Le dichiarazioni:

Giovanni Toti: “Voto convintamente “no” ad una riforma costituzionale che è fatta male, scritta peggio e che produrrà effetti ancora peggiori a quello che è scritto. E’ una riforma che non ci porterà verso il futuro come il governo dice, ma ci farà franare verso il passato. Un passato in cui tutto si decideva a Roma lontano dalle comunità locali”Riguardo alla spesa pubblica, il presidente dichiara: “Non è vero che la diminuirà, perché non riduce un soldo di spesa ma anzi accentra tutti i poteri in un governo e in uno Stato che si sono dimostrati meno capaci dei sindaci di razionalizzare la spesa pubblica e quindi l’utilizzo dei soldi dei cittadini”.
“Ci sono molte ragioni per votare no a questa riforma”, continua Toti, “Che non fa altro che limitare il potere di scelta dei cittadini riguardo ai loro rappresentanti”.
Non è mancato, da parte del governatore ligure, un attacco al governo Renzi, accusato di aver fatto “una pessima politica economica, che ha sperperato molti miliardi di euro in un job act che non ha prodotto occupazione, che non ha saputo produrre una politica di sicurezza nelle nostre città e che non ha saputo dare una risposta ad un’immigrazione clandestina ormai selvaggia, come ha riconosciuto addirittura oggi il ministro degli Esteri Gentiloni”.

Marco Scajola: “Quella che ci prospetta Renzi è una finta riforma. Non ridurranno i costi della politica che rimarranno sempre alti: il Senato diventerà una camera inutile ma sempre costosa. Ma la cosa più grave è che loro vogliono togliere forza e autorevolezza alle autonomie locali, quindi le regioni e i comuni più deboli. Vogliono toglierci la possibilità di deciderci le questioni più delicate, come la sanità, i lavori pubblici, in casa nostra. Vogliono accentrare tutto su Roma, che siano in pochi a decidere per tutti”. Conclude l’assessore: “Se dovesse vincere il sì, la Liguria rischia di non essere rappresentata e tutelata: quindi il votare no è un voto utile”.

Alessandro Piana: “E’ importante far capire agli elettori che trattandosi di un referendum consultivo non è necessario raggiungere alcun tipo di quorum: bisogna andare a votare e soprattutto votare no. Perché è un referendum che non semplifica la vita agli italiani e nemmeno alle amministrazioni locali, alle quali vengono tolte risorse e autonomia. La regione che risulterebbe più colpita forse da questo referendum se vincesse il sì forse sarebbe proprio la Liguria”. Il capogruppo della Lega Nord si è soffermato in particolare sul discorso dell’autonomia portuale: “Vincendo il sì si perderebbe questa importante opportunità: una risorsa importante con miliardi di fatturato annuo che potrebbero essere reinvestiti in logistica e quant’altro”.

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