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Ultimo bicchiere della staffa, alla stazione di Cervo e San Bartolomeo al mare fotogallery

Una festa alla stazione di San Bartolomeo in onore del messer treno, cavaliere d'acciaio

San Bartolomeo Al Mare. Il bicchiere della staffa eccolo oggi alle 17 in punto, in onore del messer treno, cavaliere d’acciaio.

Come da prassi in perfetto orario, senza quarto d’ora accademico, per passare da una stazione all’altra.
Eccolo il cavaliere nella sua corazza d’argento vivo, ormai solitario a scalpitare sul selciato tirato a lucido per l’occasione. Un nitrito ed un sospiro per l’impennata di saluto, nel cielo su in alto. Siamo insieme a lui tanti Pegaso, intorno a volteggiare in questo primo giorno di novembre, sotto il segno e la benedizione di Ognissanti. Giorno del destino che ha scelto SERVUS come sosta di commiato, sosta di anni or sono detta di “opportuna loca”, nel golfo di Bormano.

Siamo tutti qui anima e corpo, con sulle labbra goliardiche a fischiare un ritornello che sa di ninna nanna, per questo cavaliere di mille e più battaglie, in quel suo galoppare in gallerie, passaggi a livello, lungo il mare. Sì, è l’ultima bevuta che si fa prima di congedarsi, quando si è già pronti per salire a cavallo, avendo quindi già un piede nella staffa. Oggi i nostri bicchieri tintinnano come la campanella che ne annunciava l’incedere trionfante, in quel suo essere metronomo sibilante. È più di una cortesia oggi che celebriamo con goliardia, proprio come quella che si riserva agli avventori delle locande d’altri tempi. Ha il sapore genuino di quell’ultima bevuta che veniva offerta dall’oste, quando si aveva già un piede nella staffa, in procinto di lasciare l’accogliente calore del locale, per riprendere il proprio lungo viaggio. Vino rosso rubino, genuino, in un hula hoop a giro vita addominale dei calici. Uno due e salta il tappo! Noi vogliamo bere a tutti e a lui, di cui sentiamo già la partenza. Si beve con un segreto intimo da nascondere. Un segreto però palese, come quegli occhi rossi dell’ultima sua carrozza.

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