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Sanremese e cinese denunciati per ricettazione: si erano impossessati di due I phone sottratti durante un incidente mortale ad Arma di Taggia

Nei cellulari le foto di Manuel Crusco e della sua fidanzata, ferita gravemente

Arma di Taggia. Coinvolta in un incidente mortale lo scorso 22 giugno, una coppia di fidanzatini (Manuel Crusco deceduto e la sua ragazza ferita gravemente) viene derubata del telefono cellulare al momento del terribile scontro tra una moto di grossa cilindrata, sulla quale viaggiavano i due giovani, ed un furgone adibito alla raccolta rifiuti: denunciati per ricettazione i due responsabili dell’ignobile azione di sciacallaggio.

riviera24 - manuel crusco

Un pregiudicato sanremese di 45 anni e un 33enne cinese, titolare di un’attività commerciale di riparazione e vendita di telefoni cellulari, sono stati denunciati dalla polizia a seguito di un’indagine avviata dopo la denuncia del padre della ragazza che, qualche giorno dopo il tragico incidente nel quale aveva perso la vita il 19enne tabiese Manuel Crusco, si era rivolto alla polizia postale per denunciare il furto di due iPhone 5S: quello della figlia e quello del suo fidanzato.

Le immediate indagini attivate dagli investigatori hanno portato ad accertare il coinvolgimento di due persone con ruoli diversi nella vicenda. Il sanremese, infatti, è stato quello che probabilmente aveva sottratto l’iPhone 5S di proprietà del ragazzo deceduto e quello della sua fidanzata.

Agli investigatori, l’uomo ha riferito di averli rinvenuti nella zona del campo di atletica di Imperia, sotto il guard rail, mentre era in transito in quella località. Il 45enne ha poi provveduto a resettarne uno, mentre per l’altro, non essendovi riuscito, si è rivolto ad negozio di telefonia di proprietà del cinese. All’esito delle perquisizioni, gli operatori della sezione di polizia postale imperiese hanno rinvenuto entrambi i telefonini: uno in possesso del pregiudicato sanremese, ancora con all’interno le fotografie della giovane coppia, il secondo telefono invece è stato ritrovato nel negozio gestito dal 33enne di nazionalità cinese. Gli accertamenti svolti sul secondo telefonino, hanno poi consentito agli investigatori di appurare che lo sblocco dello stesso da parte del cinese era stato con ogni probabilità messo in atto abusivamente.

La presenza di numerosi apparati telefonici e di altri strumenti informatici (tablet/pc), nonchè le evidenti conoscenze tecniche del proprietario del negozio, hanno indotto gli investigatori a proseguire le verifiche anche su tali apparati al fine di verificare eventuali illiceità nell’utilizzo di codici e programmi software per lo sblocco di tali apparati.

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