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Rivieracqua, il Cimap a Capacci e all’amministrazione: “Rispettate l’esito referendario”

"L’ingresso del comune di Imperia in Rivieracqua dovrebbe essere deliberato nel prossimo Consiglio comunale, con un’importante differenza sulle delibere votate finora da tutti gli altri comuni"

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Imperia. “Sono nuovamente giorni importanti per il futuro della gestione pubblica dell’acqua nell’ambito imperiese”. Lo scrive il Cimap – Coordinamento imperiese per l’acqua pubblica, che così prosegue:

“Il Cimap, quale Coordinamento promotore del referendum popolare del giugno 2011 vigila sulla coraggiosa scelta dei comuni che ha portato alla nascita della società pubblica in house Rivieracqua. Per questo siamo preoccupati per la posizione del sindaco Capacci sull’ingresso del comune di Imperia nella compagine sociale di Rivieracqua: posizione che riteniamo contrastante con la volontà dei cittadini italiani, e di quelli imperiesi in particolare, che si sono espressi con forza per una gestione dell’acqua sottratta alle logiche di mercato e del profitto.

L’ingresso del comune di Imperia in Rivieracqua dovrebbe essere deliberato nel prossimo Consiglio comunale, con un’importante differenza sulle delibere votate finora da tutti gli altri comuni. Infatti il Sindaco, che si è sempre distinto per un atteggiamento conflittuale nei confronti della società pubblica, ha previsto di porre una condizione: il Comune diventerà socio di Rivieracqua, versando una quota sociale di poco più di 60.000 euro, solo quando questa avrà pagato l’indennizzo per l’acquisto degli impianti di Amat, che viene quantificato dall’amministrazione comunale in circa 23 milioni.

Questa condizione ci sembra ingiusta, innanzitutto nei confronti degli altri comuni che hanno passato i propri impianti senza corrispettivo, o come il comune di Sanremo e i Comuni soci di Secom, che conferiranno le proprie aziende apportando a Rivieracqua un patrimonio complessivamente stimato in più di 20 milioni. Inoltre l’operazione, così come configurata dall’amministrazione imperiese, vedrà il comune capoluogo entrare in società con una quota molto modesta, che non gli permetterà di avere un peso nella governance di Rivieracqua adeguato alla sua importanza, e tutto subordinato alla priorità di fare cassa per sanare il bilancio comunale. Si tratta di un’ottica miope di breve periodo che non tiene conto dell’importanza dei beni comuni e della loro gestione pubblica.

Ci domandiamo: perché il Sindaco vuole porre questa condizione, che ci appare evidentemente finalizzata ad ostacolare l’attività di Rivieracqua? Forse il proposito è quello di giungere alla revoca del Servizio idrico integrato alla società pubblica?

Inoltre un aspetto più tecnico ma fondamentale: perché Imperia dovrebbe essere l’unico Comune a non attenersi a quanto previsto dalla legge, dalle direttive della Regione e della Provincia che impongono ai Comuni di trasferire il servizio? La delibera così condizionata non è produttiva di effetti sino alla conclusione dell’iter di determinazione del valore di Amat. In questo modo il Comune afferma di voler entrare in Rivieracqua ma in realtà non lo fa, aggirando così la determinazione della Provincia, che lo stesso sindaco Capacci ha votato, recante il crono-programma del sub-ingresso delle gestioni preesistenti in Rivieracqua.

Per l’importanza del passaggio chiediamo alla Provincia, quale Ente di Governo d’Ambito, di monitorare questa situazione e di vigilare affinché il comune di Imperia non si sottragga agli adempimenti di legge.

Si impone anche una riflessione sui rapporti tra Istituzioni: ci sembra evidente una mancanza di lealtà e di rispetto per la Provincia, ma anche di lealtà e solidarietà nei confronti dei Comuni dell’ambito, che hanno sempre deliberato il passaggio senza alcuna condizione, proprio per favorire un percorso che si presenta sì difficile ma anche una affermazione di democrazia importante.

Sentiamo la necessità, come Coordinamento imperiese per l’Acqua pubblica – Cimap di tornare ad invitare gli attivisti a mobilitarsi. Sarà importante presenziare al prossimo consiglio comunale del comune di Imperia del 9 novembre, ore 18.00, per difendere la scelta fatta da milioni di cittadini, in particolare anche dalla maggioranza dei cittadini imperiesi, per l’acqua pubblica”.

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