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Quattro anni di reclusione per bancarotta all’ex gestore del Serendipity di Imperia

Il suo legale è pronto a fare ricorso alla Corte d’Appello dopo aver studiato le motivazioni della sentenza

Imperia. Quattro anni di reclusione sono stati inflitti dal giudice Laura Russo a Giuseppe Vicari, ex amministratore del “Serendipity”, la società proprietaria del ristorante di Oneglia. Per lui niente sospensione della pena. Lo scrivono oggi i quotidiani Il Secolo XIX/La Stampa.

Il pm Barbara Bresci aveva chiesto che l’imprenditore venisse condannato ad una pena ancora più pesante: 5 anni e quattro mesi. All’ex amministratore venivano contestate distrazioni di beni per circa 250 mila euro. Almeno 150 mila derivavano da mobili e arredi che erano di proprietà della società Serendipity e che sono stati venduti da Vicari. Il restante era costituito da somme depositate nei vari istituti di credito di cui si sono perse le tracce.

È stato il curatore fallimentare Achille Fontana, chiamato alla consulenza dal Tribunale, a segnalare che probabilmente c’erano dei vuoti finanziari ingiustificati. Il denaro sottratto avrebbe dovuto invece essere messo a disposizione dei creditori che si erano nel frattempo insinuati nella procedura fallimentare.  Il suo avvocato, Alessandra Gandolfi, è pronta a fare ricorso alla Corte d’Appello dopo aver studiato le motivazioni della sentenza.

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