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Sanremo: pusher tunisino morto dopo l’arresto dei carabinieri, chiesto allo Stato il risarcimento per vedova e figli

Si tratta di Kayes Bohli, morto in ospedale a Sanremo, il 6 giugno 2013, in seguito a un concitato arresto per droga avvenuto nel parcheggio del supermercato Lidl di Riva Ligure

Imperia. Sarà forse nell’udienza del 26 gennaio prossimo che si saprà chi e se risarcirà vedova e figli per la morte di Kayes Bohli. Si tratta del tunisino morto in ospedale a Sanremo, il 6 giugno 2013, in seguito a un concitato arresto per droga avvenuto nel parcheggio del supermercato Lidl di Riva Ligure. Il pusher residente nella città dei fiori e da un mese fuori dal carcere, una volta sorpreso con un etto di eroina addosso, si era ribellato, pur di non finire i manette, con calci, pugni e morsi. Una volta immobilizzato e nella macchina dell’Arma, Bohli si era sentito male. Era stato portato in un primo tempo nella stazione dei Carabinieri di Santo Stefano al mare e di lì in ambulanza al Borea, dove era morto dopo un’ora dal ricovero. Secondo il perito del Pm il decesso era stato provocato da “asfissia violenta da inibizione di espansione della gabbia toracica”

A finire sul banco degli imputati per omicidio colposo erano stati i tre carabinieri che operarono il fermo. In una prima udienza del 2015, di fronte al Gup del tribunale uno era stato prosciolto. Per gli altri due si decise invece per il non luogo a procedere. A questa sentenza il Pm Roberto Cavallone si era appellato in Cassazione. La Superma Corte aveva accolto l’istanza solo per i due militari per i quali sussisteva il non luogo a procedere, rimandando tutto ad una nuova udienza.

Questa mattina, di fronte al gup del Tribunale Massimiliano Rainieri, il legale di parte civile che rappresenta la vedova e i due figli (all’epoca minorenni), l’avvocato Paolo Burlo, a chiamato al risarcimento due ministeri: quelli di Difesa e Interni. L’avvocatura dello Stato, in loro rappresentanza , ha sollevato delle eccezioni sulle rispettive responsabilità dei dicasteri. In virtù di questo il Gup ha deciso di rinviare l’udienza.

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