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Peperoncini al posto delle rose, la scelta di una coppia di Sanremo premiata da chef mondiali fotogallery

Con "Vivi Piccante" Paola Peluso e Leo Farchiata hanno fatto centro

Sanremo. Sulla collina di Coldirodi, frazione della “città dei fiori”, c’è una piccola foresta tropicale in cui crescono solo ed esclusivamente peperoncini in oltre centocinquanta varietà diverse. E’ l’azienda “Vivi Piccante”, nata quattro anni grazie all’intuito di una coppia di giovani agricoltori: Paola Peluso e Leo Farchiata che, per scommessa e per passione, hanno cambiato genere cessando di coltivare rose e ranuncoli – produzione tipica della zona – per far crescere in modo completamente naturale una delle spezie più antiche del mondo.
Sul perché di un cambiamento così radicale, Leo Farchiata risponde: “Abbiamo voluto dedicarci ad un prodotto che ci appassionava e nelle stesso tempo stava diventando di moda anche grazie alle trasmissioni televisive”. E così dal 2012, Leo e Paola si sono buttati nell’affascinante mondo del peperoncino che, grazie alla testimonianza di reperti archeologici, sappiamo essere conosciuto e utilizzato in Messico già nel 5500 a. C.

Peperoncini a Coldirodi

Come due moderni Cristoforo Colombo (è stato infatti il navigatore genovese a portare in Europa alla fine del 1400 le prime piante di peperoncino), Paola Peluso e Leo Farchiata hanno introdotto in provincia di Imperia una coltivazione che di certo non può dirsi caratteristica di questa zona. Eppure grazie al clima dell’estremo ponente ligure e al terreno argilloso, il peperoncino “nostrano” cresce più profumato e saporito che altrove.

peperoncini

Nella piccola azienda dei due agricoltori si contano 4600 piante di chinense (che comprendono varietà come il Carolina Reaper: il peperoncino più piccante al mondo) e un altro migliaio di varietà diverse, di cui 130 commerciali e altre 30 da collezione.
Ma quali sono le varietà più richieste dagli imperiesi?La maggior parte delle persone inizia chiedendoci i prodotti poco piccanti e poi finisce per acquistare i peperoncini tra i più piccanti del mondo”, spiega sorridendo Paola Peluso, “I clienti sono attratti dai colori, dall’aspetto, ma anche dall’aroma: se si impara a dosare la spezia si possono trovare applicazioni molto interessanti in cucina”. Ed in effetti, ammirando queste spezie dalle mille sfumature di colori e respirando il loro profumo, non si può che restare affascinati ed entusiasti di scoprire una biodiversità così ricca e variegata.

Ad essere più profumati sono proprio i peperoncini tra i più piccanti al mondo: “Hanno aromi molto diversi tra loro”, dice sempre Paola, “Qualcuno di agrumi, qualcuno di bacche rosse, qualcuno ha la nota del cacao tostato quindi gli abbinamenti in cucina sono davvero interessanti. Anche per i cocktail”. E poi sono estremamente decorativi: “Si possono fare centrotavola e anche bomboniere”. In fondo il cornetto rosso è uno dei portafortuna più amati dagli italiani: non dimentichiamolo.
“Quando ho iniziato questo tipo di vendita”, scherza Leo Farchiata, “Pensavo di non rivedere più i clienti che venivano la prima volta. Invece si è creato un bel giro: la gente invece di denunciarci per ustioni continua a venire”. E un motivo ci sarà se anche gli chef stellati della vicina Costa Azzurra hanno scelto i peperoncini di Leo e Paola per i loro piatti.

“Le piante vengono seminate a gennaio e messe in terra a maggio”, spiega l’agricoltore, “Tutto avviene in ambiente protetto con le luci e il riscaldamento fino ai primi giorni di maggio”. Poi ci pensa il clima che, scopriamo, fa bene anche al peperoncino: “Riusciamo ad averli come in Sicilia”, aggiunge, “Ed è il nostro terreno che dà una bella forza: i peperoncini vengono più profumati e più potenti. La nostra terraccia argillosa che ci fa spaccare la schiena dà una bella energia di profumi e di sapori”.

Piantagione di peperoncini

Le serre dell’azienda “Vivi Piccante” contengono un micromondo al loro interno: “Abbiamo peperoncini che vengono dal sud America, da Caraibi, dall’India, dalla Malesia, dall’Africa: da tutto il mondo, insomma”. Si tratta in molti casi di semenze ibridate molto tempo fa con lo scopo di ricercare sì una forma e un colore particolari, ma anche di mitigare e unire le proprietà di diversi peperoncini. “Ad esempio”, spiega Leo, “I peperoncini indiani sono molto forti ma hanno una piccantezza che prende alla gola. Quelli caraibici, invece, sono un pochino meno forti ma hanno piccantezza gradevole perché prende bocca, palato e lingua e non brucia la gola: ibridando queste varietà diverse si sono ottenuti peperoncini che uniscono piccantezza elevatissima, aroma e gradevolezza”.

Non occorre cenare in ristoranti di grido per assaggiare i peperoncini coltivati nell’azienda di Coldirodi: Paola e Leo partecipano tutti i sabati al mercatino di “Campagna Amica” (Coldiretti) allestito in piazza della stazione a Bordighera. “Dobbiamo dire grazie a Campagna Amica”, tengono a sottolineare i due, “Si tratta di una bella realtà, molto presente sul territorio, che dà la possibilità a realtà piccole come la nostra di essere presenti alle fiere più importanti”. Il banco con i prodotti dei due agricoltori è presente inoltre a Dolceacqua l’ultima domenica di ogni mese.

Cosa potrete trovare? Ovviamente il Carolina reaper: il peperoncino più piccante al mondo che, nella scala Scoville che misura la piccantezza ha ottenuto un punteggio di 2 milioni. Il peperoncino calabrese, per fare un paragone, al massimo arriva a 30mila. E poi ancora il Jay’s ghost scorpion varietà pesca (1milione e mezzo) e il fratello rosso (1milione e 700mila), il Sepia serpent, il Trinidad moruga scorpion, il Kraken, il Naga-morich e le ultime novità introdotte sul mercato, come l’Armageddon e l’Apocalisse.

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