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Imperia bene comune: “Il tesoretto? Un bel giochetto politico messo in piedi dal sindaco Capacci”

Secondo il consigliere Servalli i soldi dell'assicurazione dovevano essere investiti per completare il porto e per risolvere diversi casi di dissesto idrogeologico

Imperia. Tesoretto e gestione di Rivieracqua, ma anche una fotografia su che cosa non funziona in città con interventi urgenti che non possono essere rimandati. Argomenti complessi che “Imperia bene comune” ha voluto sottolineare in una conferenza stampa convocata nella sala dei gruppi consigliari del Comune di Imperia.

“Sarà un consiglio comunale con più tematiche ma – ha detto Il consigliere Mauro Servalli – ci tenevamo ad informare l’opinione pubblica in particolare sul famigerato “tesoretto”. Si tratta di un accordo con la compagnia assicuratrice da parte del sindaco sull’incompiuta del porto. Su questa operazione abbiamo espresso dei dubbi che riguardano la fase in cui Capacci ha annunciato l’ingresso di queste risorse in un momento politico che vedeva l’amministrazione vicina al baratro. Capacci ha calcolato molto bene le tempistiche per dare questa notizia che fanno un buon gioco alla sua politica ma non alla città perchè il tesoretto era di 13 milioni e non di 6,5″.

E Servalli punta l’indice anche su come viene “disperso il tesoretto”. “Il sindaco ha indicato alcuni settori, ma che secondo noi non risolveranno in alcun modo le criticità della città. Lo avevamo già detto a suo tempo. La maggioranza latita su rifiuti (si arriverà ad una proroga ndr), il caso Rivieracqua è sotto gli occhi di tutti dove c’è un sindaco che rimanda continuamente la partita e poi il caso del porto che comunque resta un punto irrisolto. E Capacci non si è mai espresso”.

Servalli ricorda che “due milioni saranno impiegati per coprire i buchi di bilancio: tra Iva per il caso Amat e Tares 2013. Restano quindi 4 milioni che la maggioranza ora disperderà. Secondo noi invece dovevano essere impiegati per completare il porto che per la città oggi rappresenta un enorme debito. C’è da completare la fognatura, i varchi d’accesso e quindi chiudere la trattativa con la Porto d’Imperia. Dunque a noi sembra doveroso risolvere questo problema. Bene poi sarebbe stato pensare a tamponare le situazioni più urgenti legate al dissesto idrogeologico a partire da Montegrazie”. Ma ci sono anche strade da rattoppare. “La città ha bisogno di risorse”, ha sottolineato Servalli.

E Lucio Sardi, consigliere per la Go Imperia, ha sottolineato che “la società ha aperto un contenzioso contro chi ormeggia in banchina e non paga il servizio, ma di contro sono state fatte verifiche e poi opere per mantenere funzionante lo scalo. Pure questo ha dei costi da gestire e mantenere. Va anche precisato che ci sono 40 mila euro da pagare come affitto alla società fallita della Porto di Imperia. La Go Imperia, in questo momento non ha la forza economica di poter acquistare l’azienda e questo fa si che vengano dispersi dei soldi pubblici. Ma ad aprile 2017 si giocherà una partita decisiva: servono 7,5 milioni per l’acquisto dell’infrastruttura”. E non va dimenticato che si va verso la ricapitalizzazione di due milioni di euro. Lucio Sardi sostiene di aver sempre manifestato la sua “attenzione e collaborazione per l’azienda. Fare un passo indietro e lasciare il posto? Non ho fatto alcun ragionamento”.

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