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“Niente politica”, torna la “Leonardo da Vinci” e si rinnova: “Dare un input culturale” foto

La mission della Leonardo da Vinci 2.0 è una discontinuità col passato all’insegna del rinnovamento

Sanremo. La Leonardo da Vinci torna e si rinnova. “Niente politica”, ci tengono a precisare ma la creatura nata da un’idea dell’ex assessore al turismo e manifestazioni degli anni ruggenti di Sanremo Tonino Bissolotti si riaffaccia sul panorama sociale e culturale della città dei fiori.

Stasera nella storica location della sala riunioni dell’hotel Nazionale erano più di cento le persone che sono venute ad assistere al battesimo della “Leonardo da Vinci 2.0” nella quale Sergio Tommasini e la moglie Nicoletta di Norscia vogliono dare un input culturale e socialmente attivo con l’obiettivo di creare valore. Ed erano in tanti gli amici vecchi e nuovi, in primis il già citato Tonino Bissolotti, Gianni Rolando, Monica Albarelli, Emanuele Pippione, Claudio Barbero, gli ex presidenti della “vecchia” Ldv come Andrea Artioli e Gianni Berrino e tanti altri giovani e sopratutto donne.

“Il nostro scopo è di rinnovamento – afferma Sergio Tommasini -, abbiamo progettato delle idee interessanti per il 2017 dove cercheremo di essere sempre con la matrice dello stare insieme, di scambiarci delle idee, di creare qualcosa di nuovo in un territorio che pensiamo ne abbia bisogno.”

“Noi vogliamo ripartire da un concetto importante –evidenzia Nicoletta di Norscia -, che ognuno è protagonista per la propria città ma solo insieme, attraverso il gruppo possiamo raggiungere questi obiettivi di miglioramento.

Noi promuoviamo il concetto che ognuno sia protagonista ed insieme creiamo valore.” Infine ha preso la parola Tonino Bissolotti: “Sarà una progettualità per la città. Noi qui siamo in tantissimi ed a noi non interessa apparire all’esterno, il nostro scopo è fare un’operazione a favore della città e non solo. Questa sera – evidenzia Bissolotti – non abbiamo presentato nessun presidente o direttivo perché questo è il nuovo spirito dell’associazione, noi dobbiamo aggregare le persone, non ci sono quadri o prime donne. Vuole essere una cosa molto easy, aperta a tutti.”

Insomma la mission della Leonardo da Vinci 2.0 è una discontinuità col passato all’insegna del rinnovamento, dove cultura e amore per la propria città, senza alcuna bandierina politica, la facciano da padrone.