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Luminarie “non regolari” a Ospedaletti e Sanremo, in aula Torelli che aveva dato il via all’inchiesta

L'accusa: "Illuminazioni decorative installate non a norma"

Imperia. “Quelle luminarie di Ospedaletti e Sanremo non erano state installate a regola d’arte e non a norma perché prive del marchio CE, ma anche le giunzioni elettriche fatte col nastro isolante sono vietate. Nel mirino in particolare i portalampade tipo E14″. E’ uno dei motivi per i quali Roberto Torelli, titolare di un’impresa di illuminazioni decorative di Genova che aveva presentato un esposto alla guardia di finanza. Torelli ha presentato più esposti non solo in Liguria, ma anche in Toscana sempre dopo aver accertato delle irregolarità nelle installazioni delle decorazioni natalizie nelle due regioni. “Ho presentato questi esposti perché vorrei che le aziende non continuassero ad operare in questo modo”, ha detto in aula Torelli.

La sua ditta aveva perso l’affidamento diretto e in procedura aperta andato a tre ditte concorrenti finite ora sotto processo, la Verdina Luminarie che si erano aggiudicate il servizio per Sanremo e Guagliata per Ospedaletti e la Mariano. L’inchiesta delle fiamme gialle è approdata ora in aula davanti al giudice Caterina Lungaro e risale al 2011. Torelli aveva lavorato per il Comune di Sanremo nel 2005, mai ha lavorato con Ospedaletti. Tre le persone finite sotto processo: Andrea Guagliata di Genova, Antonio Verdina di Camogli e Lucio Massimo Mariano, di Lecce.

Non è la prima volta che l’appalto per le luminarie aveva fatto scattare un ricorso. Cinque dipendenti comunali matuziani erano finiti nel mirino della Corte dei Conti per l’appalto del 2006. La Procura regionale aveva quindi avviato un procedimento per un debito fuori bilancio di 18 mila euro che il Comune si era visto costretto a onorare, dopo una sentenza emessa dal Tar. Anche in questo caso a sollevare la vicenda era stata la ditta Torelli: aveva infatti presentato ricorso contro l’assegnazione dell’appalto, quell’anno a favore della Guagliata. Il Tar aveva dato ragione all’azienda battuta, anche e soprattutto sulla scorta di una perizia tecnica sulle luminarie, condannando quindi il Comune a versare il presunto mancato guadagno.

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