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Liste pilotate all’Asl 1 di Imperia, ecco chi sono gli indagati

I finanzieri, durante le perquisizioni, hanno acquisito decine di faldoni di documentazione amministrativa, pc e hard disk

Imperia. Truffa ai danni dello Stato, ma anche corruzione, abuso d’ufficio e peculato. Queste le accuse che la Procura della Repubblica di Imperia muove nei confronti di medici e dipendenti dell’Asl 1, tutti coinvolti nello scandalo delle cosiddette “liste pilotate”, un’inchiesta choc della guardia di finanza denominata “Stai senza pensieri” che coinvolge anche i titolari di centri diagnostici esterni convenzionati con l’azienda sanitaria imperiese. In sostanza, secondo l’accusa, era stato creato un centro di prenotazioni parallelo a quello ufficiale tutto scoperto dalle fiamme gialle coordinate dal maggiore Roberta Masci e dal tenente Gianluca Savoia.

Gli indagati dal procuratore capo di Imperia Grazia Pradella e dal sostituto procuratore Marco Zocco sono i dipendenti dell’Asl Giovanni Bruno ovvero il dirigente del Governo Clinico e Monitoraggio Attività Assistenziale, Giovanni Bestagno dipendente Asl della stessa struttura, Paolo Oggero medico radiologo in servizio all’ospedale di Sanremo, quindi Massimiliana De Ferrari Terzi rappresentante legale del Centro Hesperia di Bordighera, suo figlio Giuseppe Fellegara, socio del centro e ancora Gabriela Viorica Ristea che è rappresentante del Nuovo centro diagnostico andorese, del marito Gianluca Panunzio medico ortopedico del Nuovo centro diagnostico andorese (i due gestiscono anche un centro a Sanremo), indagata anche Aurora De Iuliis, agente immobiliare di Sanremo, che è una conoscente del dottor Paolo Oggero e Ettore Zacché titolare di uno studio radiologico di Bordighera. Paolo Oggero e Aurora De Iuliis risultano essere indagati per il reato di peculato. Sarebbe stato Oggero ad aver effettuato una radiografia alla gatta della professionista al Borea ed un prelievo del sangue con i pazienti in lista d’attesa.

L’avvocato Antonio Marino che difende Panunzio e Ristea esclude che “vi sia stata qualsiasi forma di corruzione da parte dei propri assistiti o remunerazione in favore del dottor Bestagno come avverrà accertato nelle sedi giudiziarie”.

I finanzieri, durante le 32 perquisizioni in abitazioni e uffici, hanno acquisito decine di faldoni di documentazione amministrativa, pc e hard disk. Il reato di peculato emerge dall’uso di strutture pubbliche a fini privati, quello di truffa per il pagamento di fatture per prestazioni non eseguite, il falso e l’abuso d’ufficio per aver creato un sistema di prenotazioni parallelo. Ora si sta cercando di capire, se qualcuno venisse privilegiato anche in cambio di denaro. Secondo la Guardia di finanza il fenomeno andava avanti da circa due anni. “Non sarà un lavoro breve”, commentava un agente uscendo da Bussana. Si spulciano ora i nomi anche di coloro che avrebbero beneficiato dei favori di medici e personale degli uffici Asl. Verranno controllati tabulati telefonici così come le intercettazioni telefoniche.

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