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La Prefettura bussa ai sindaci del Golfo: “Chiediamo strutture per i profughi”, Chiappori risponde: “No a Diano” foto

Vertice per trovare strutture disponibili dove ospitare gli immigrati, sfuma l'ipotesi Camandone

Diano Marina. Sette sindaci del Golfo convocati in Prefettura. Un solo punto all’ordine del giorno: trovare strutture idonee dove poter ospitare i migranti. Dieci giorni per rispondere ad un’indagine conoscitiva richiesta dal Ministero dell’Interno per poter gestire al meglio l’emergenza profughi. L’incontro, durato un’ora, è stato promosso per fronteggiare il crescente numero di migranti assegnati a questa provincia in base alle quote regionali.

Ma c’è già chi la risposta l’ha già data prima ancora dell'”ultimatum” della Prefettura. E’ il caso del sindaco di Diano Marina Giacomo Chiappori. “Non abbiamo strutture disponibili – sottolinea il primo cittadino leghista – e soprattutto è impensabile che una cittadina che vive soprattutto di turismo come la nostra possa sobbarcarsi di un problema come quello dei migranti. Abbiamo visto in altre località balneari che cosa è successo e soprattutto quali sono state le conseguenze. Abbiamo appena concluso una stagione positiva dopo anni di crisi, sarebbe come tornare indietro di anni. A Diano Marina i profughi non li vedremo”.

La riunione in Prefettura è stata convocata seguendo le direttive ministeriali con l’obiettivo di riequilibrare la distribuzione dei richiedenti asilo in tutta la provincia. E così dall’Ufficio del Governo di Imperia è partita la richiesta ai Comuni per verificare la disponibilità di strutture da adibire a centri di accoglienza primaria. “Capisco le esigenze della Prefettura – dice Chiappori – ma è sbagliata la gestione dell’emergenza da parte del ministero. Chiedono ai sindaci di trovare strutture per i richiedenti asilo senza capire che a pochi chilometri da qui la situazione è già di per sé esplosiva. Ventimiglia da un anno a questa parte è in sofferenza e deve sopportare decisioni che piovono dall’alto”.

Esclusa l’ipotesi di creare un centro di accoglienza all’interno della caserma Camadone dismessa da anni: “E’ inadeguata e ci vorrebbero troppi soldi per rendere quella struttura agibile”, è il commento categorico del primo cittadino dianese. Ma nel frattempo il problema resta ed è stata ribadita la necessità di costituire una rete di accoglienza per fronteggiare in maniera adeguata l’arrivo massiccio dei migranti  che ormai interessa tutta Italia.

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