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Interruzione dei treni a ponente, ad aggravare la situazione lo sciopero di venerdì

Il Comitato utenti Trenitalia del ponente chiede l'intervento della Prefettura perché l'agitazione venga rinviata

Imperia. C’è fermento tra i pendolari già alle prese con l’interruzione della linea ferroviaria a ponente. Ora è stato annunciato lo sciopero previsto per venerdì prossimo nei trasporti.  Il Comitato utenti Trenitalia del ponente è pronto a chiedere alle Prefetture di Imperia e di Savona di intervenire affinchè venga differita l’agitazione o in subordine garantito il servizio dei bus sostitutivi che ora sono a rischio.

Lo sciopero nazionale dei treni è stato proclamato dai sindacati CUB Trasporti, SGB Sindacato Generale di Base, USB Lavoro Privato Trasporti e il CAT Coordinamento Autorganizzato Trasporti. Allo sciopero potrà aderire il personale appartenente al Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, Trenord e Ntv, la società che gestisce i treni Italo. Lo sciopero, a livello nazionale, durerà da mezzanotte di giovedì 24 fino alle 21 di venerdì 25 novembre e potrà causare ritardi, variazioni o cancellazioni di treni regionali, suburbani e la lunga percorrenza.

“Quello che sta accadendo – sottolinea Sebastiano Lopes, portavoce del Comitato Trenitalia utenti del ponente – è semplicemente vergognoso perché già stiamo subendo gravi disagi dopo l’interruzione della linea dovuta ai lavori per il raddoppio. Tutti i pendolari del ponente sono costretti a viaggiare sui bus che è diventato l’unico mezzo garantito per gli spostamenti ad esclusione di alcuni treni che viaggiano tra Ventimiglia e Diano Marina. Lo sciopero dei trasporti, in un momento delicato e complesso come questo, è impensabile e per questo motivo chiederemo l’intervento della Prefettura perché la nostra categoria venga tutelata. Tra l’altro l’unico treno garantito sarebbe l’Intercity 505 per Genova e Roma e quindi il treno di ritorno che si fermerà ad Albenga. In una situazione come questa ad essere penalizzati sono i cittadini che già subiscono enormi difficoltà a spostarsi da una parte all’altra della Riviera”

Secondo il Comitato “lo sciopero che, se attuato, metterebbe ulteriormente in ginocchio la mobilità da e verso il Ponente Ligure. Infatti a nulla servirebbe il sistema programmato di bus sostitutivi, se ad Albenga i treni resteranno fermi o non ci saranno proprio.  Centinaia di persone si devono poter recare al proprio posto di lavoro o di studio (moltissimi sono gli studenti minorenni) ed è inaccettabile subire uno sciopero durante un’interruzione, per altro programmata da mesi, che già mette a dura prova le persone, allungando i tempi di trasferimento di circa un’ora al giorno”.

Ancora dal Comitato: “Non vogliamo assolutamente entrare nel merito del diritto allo sciopero e tanto meno delle ragioni che lo hanno determinato. Non sta a noi fare valutazioni nel merito, ma chiediamo con forza che questo sia differito ad altra data, successiva al 12 dicembre. Attraverso la rete dei Comitati Utenti e Pendolari, Federati Assoutenti, chiediamo un intervento dell’Autorità di garanzia per gli scioperi, che da quando fu istituita con la legge 146 del 1990, è chiamata al delicato compito di contemperare due importanti diritti costituzionali: il diritto di sciopero ed il diritto dei cittadini utenti ad usufruire dei servizi pubblici essenziali.  Ci attiveremo anche con S.E. il Prefetto di Imperia e quello di Savona, perché sia garantito ai cittadini del ponente il diritto di muoversi con mezzi pubblici, che essi già pagano attraverso la tassazione diretta e indiretta e acquistando – come nel caso dei pendolari – abbonamenti mensili o annuali, che vengono prepagati prima del loro utilizzo”.

Sempre il Comitato chiederà controlli ancora più assidui prima di salire sui bus da parte del personale Trenitalia anche alla luce dell’aggressione subita sabato scorso da un autista alla stazione ferroviaria di Sanremo.

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