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Ingrasciotta a processo per i “cambi di mano” alla Coffee Time: Pm Cavallone chiede due anni per lui, un anno e 4 mesi per figlia ed ex dipendente

Il processo è stato aggiornato al 29 marzo prossimo per le arringhe della difesa e, probabilmente, la sentenza

Imperia. Due anni per Giovanni Ingrasciotta, un anno e quattro mesi per la figlia ed altrettanti per Roberto Milone. Sono queste le richieste di pena del pubblico ministero Roberto Cavallone, oggi in Tribunale, di fronte al giudice Anna Bonsignorio. I tre imputati sono accusati di trasferimento fraudolento di beni per eludere le normative antimafia.

La vicenda riguarda la società “Coffee Time”, di Valle Armea, a Sanremo, incaricata della vendita di distributori automatici di bevande, requisita, il 15 dicembre del 2011, dalla Dia di Genova, su input del sostituto procuratore Maria Paola Marrali, per la violazione delle disposizioni antimafia relative alla gestione patrimoniale.

Gli inquirenti ritengono che Ingrasciotta abbia venduto l’azienda alla figlia e che quest’ultima l’abbia rivenduta all’ex dipendente, per eludere l’adozione di misure patrimoniali antimafia nonchè provvedimenti interdittivi a stipulare contratti con la pubblica Amministrazione.

Il processo è stato aggiornato al 29 marzo prossimo per le arringhe della difesa e, probabilmente, la sentenza.

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