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Indagine ambientale nel comune di Taggia, l’amministrazione risponde al M5S

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Taggia. “Leggiamo le reazioni alla presentazione dello studio sulle matrici ambientali condotte nel comune di Taggia e sottolineiamo, ancora una volta, che:

-nessuno si é mai sognato di affermare, e qui ci fa piacere constatare che il M5S abbia capito,  che tale indagine voglia essere uno studio epidemiologico-analitico, che ha come oggetto una o più patologie/malattie raffrontate ad un nesso causale conosciuto o sconosciuto; è un lavoro documentale sullo stato di salute del terreno, dell’aria e dell’acqua nei pressi della discarica lotto 5 e in un punto di raffronto distante dalla stessa chiamato “punto bianco”.

- non è nelle possibilità di un comune, come quello di Taggia, condurre uno studio epidemiologico che è giocoforza demandato a strutture più complesse ed organizzate quali le ASL.

Ciò che può fare un comune è testare lo stato di salute delle matrici ambientali di fronte ad un pericolo presunto o reale.

-è da sottolineare che normalmente un comune non richiede analisi di tal tipo poiché ciò è di competenza provinciale e/o regionale, afferendo, la gestione dei rifiuti, all’ente provincia e/o regione.

-l’amministrazione comunale ha deciso autonomamente di procedere per soddisfare le richieste di alcuni abitanti della zona, che, di fronte al paventato  inquinamento delle falde acquifere del terreno e dell’aria, sostenuto da comitati ed associazioni senza il supporto di alcun dato rilevato scientificamente, apparivano giustamente preoccupati.

In particolare si è evidenziato che le sorgenti  non sono inquinate da sostanze pericolose, dannose o cancerogene; stesso discorso vale per la ricerca di agenti nocivi nell’aria o nel terreno

-il problema odorigeno permane e nonostante tali odori non siano prodotti da agenti nocivi, al termine della fase di rilevamento, saranno avanzate proposte e soluzioni per mitigare il problema.

-l’amministrazione è ben consapevole del disagio che la discarica comporta ed è per questa ragione che sostiene la linea dell’equo indennizzo agli abitanti della zona ed è convinta che solo una politica della raccolta dei rifiuti come quella intrapresa nel comune di Taggia possa portare alla fine delle discariche.

Certo é che per chi ha condotto battaglie di retroguardia all’ insegna del terrorismo psicologico, ma solo dal lotto 6 in avanti ( fino al lotto 5 tutti hanno taciuto e ben si sono guardati dal presentare osservazioni al piano provinciale dei riufiti, datato 2011, che prevede  ciò che oggi è oggetto di contestazione), i risultati delle analisi sono uno sgradevole contrattempo.

L’ amministrazione come già ampiamente ribadito vuole andare oltre, non guardare a questi dati come ad un risultato positivo, ma approcciarli come studio scientifico dello stato di salute di acqua, terra ed aria al momento zero, consapevole che non si può monitorare l’andamento di un parametro se non raffrontandolo ad un punto fermo di partenza, sia esso un idrocarburo, una diossina, un furano o la glicemia del nonno.

Stupisce che di fronte a valori abbondantemente sotto la soglia di pericolosità vi siano persone alle quali ciò non va bene, quasi a sentirsi sminuiti per la confutabilità delle loro tesi iniziali.

Se per questi signori i parametri che rispettano abbondantemente i limiti di legge sono una sconfitta, per l’ amministrazione comunale di Taggia non rappresentano di certo una vittoria ma una prova documentale scientifica e legale, sulla quale chiunque potrà lavorare, anche chi fino ad ora non lo ha mai fatto pur continuando a parlare.”

L’amministrazione comunale di Taggia

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