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Inchiesta sul porto di Imperia, il pm Avevati Bassi presenta una sua lista testi

Dieci imputati per una presunta truffa ai danni dello Stato

Imperia. Superate le problematiche che secondo alcune voci sarebbero sorte nelle settimane scorse circa la composizione del collegio giudicante ha preso il via oggi  in Corte d’Appello a Torino la seconda fase del processo sulla presunta truffa ai danni dello Stato che vede imputati indagati illustri e tra questi anche Francesco Bellavista Caltagirone. Il collegio è presieduto dal giudice Caprioglio affiancato dai colleghi Ceravone e Rivello.

Il pm Avenati Bassi aveva una lista di testimoni da risentire, in virtù della sentenza di Cassazione sugli appelli. Inizialmente si era ipotizzato che volesse ascoltare i dirigenti dell’organismo ai porti di tutta Italia che ha sede a Roma questo anche per capire se nel frattempo avevano deciso di dichiarare il porto pubblico, invece ha ripiegato sulla qualità dei materiali. Sono stati citati tre funzionari del Genio Civile. Lo stesso Caltagirone aveva già pronta una sua lista testi da ascoltare.  Situazione che avrebbe spiazzato i giudici poiché la sentenza di Cassazione è di luglio. Quindi non c’è ancora una linea precisa da tenere.

A chiedere il processo bis è stato il pubblico ministero Giancarlo Avenati Bassi, quindi l’Appi, ovvero l’Associazione dei titolari di posti barca dello scalo turistico e il Comune di Imperia.

Si è arrivati all’Appello dopo che il pm aveva presentato ricorso contro la sentenza di assoluzione per tutti gli imputati. La sentenza, come si ricorderà, era stata emessa il 7 novembre 2014 sempre in Tribunale a Torino.

Nella prima udienza dovrebbe tenersi semplicemente l’intervento del giudice relatore e quindi la fissazione del calendario delle udienze successive una delle quali prevista per giovedì. I dieci imputati erano stati assolti in primo grado «perché il fatto non sussiste»: una sentenza che aveva suscitato un certo clamore, venendo infatti a smentire anni di inchieste e accertamenti. E ora dovranno tornare in aula. Vi saranno l’imprenditore romano Francesco Bellavista Caltagirone, che era alla guida del Gruppo Acqua Marcia, che, con la collegata Acquamare, avrebbe dovuto realizzare il bacino, rimasto incompiuto; Domenico Gandolfo, in passato presidente della Porto di Imperia Spa, di cui è socio anche il Comune; Stefano Degl’Innocenti; Andrea Gotti Lega, già nel Cda di Acqua Marcia e Porto Spa; Gianfranco Carli, in passato anche lui presidente della Spa del porto; Delia Merlonghi, ex amministratore delegato di Acquamare Srl; Carlo Conti, che ricopriva il ruolo di direttore generale della Porto di Imperia Spa; Paolo Calzia che ricoprì il duplice incarico di presidente della Porto Spa e di direttore generale del Comune. Per tutti l’accusa è di truffa.

Assolto anche l’ex dirigente dell’Urbanistica del Comune, Ilvo Calzia, che era accusato di abuso d’ufficio. Per l’architetto Emilio Morasso, progettista del nuovo porto, l’accusa sostenuta già nel primo grado di giudizio era di falso.

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