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In scena col ‘Figliol prodigo’ gli ergastolani di Opera portano il ‘bene’ all’Ariston di Sanremo

A marzo prossimo nel carcere di Opera verrà messo in scena a porte chiuse per Papa Francesco

Sanremo.  Un percorso di redenzione umana che nasce dal male e dalla sofferenza ma, che se strada d’amore, diventa bene e gioia. Questa è la definizione che Walter Vacchino, durante la conferenza di presentazione di stamani, ha dato a “Il Figliol Prodigo”, il musical per il Giubileo del carcerato interpretato dai detenuti del distretto di alta sicurezza della casa di detenzione Opera di Milano, che pur consapevoli che non usciranno mai di prigione (i “fine pena mai”), della Casa di Reclusione Opera di Milano hanno deciso che questa avventura, che andrà in scena venerdì 25 novembre prossimo al Teatro Ariston di Saremo, poteva rappresentare una svolta nella loro vita. Orgoglioso il patron dell’Ariston Vacchino ma anche l’assessore alla Cultura, Daniela Cassini presente attraverso una telefonata in viva voce.

Non un semplice spettacolo ma una forma artistica che parla all’animo e che Isabella Biffi – che ne firma la sceneggiatura e la direzione – spera “possa essere apprezzata da Papa Francesco probabilmente nella messa in scena a porte chiuse che si terrà proprio per il Santo Padre a marzo presso il carcere di Opera“. Nel frattempo grande orgoglio, per i detenuti attori, è la lettera di risposta che il Santo Padre ha scritto loro compiacendosi per l’impegno ed incoraggiandoli “a guardare al futuro con fiducia nel percorso di rinnovamento interiore, sostenuti dalla speranza che il Signore, ricco di misericordia, ci è sempre accanto. Tutti noi facciamo degli sbagli nella vita perché stiamo peccatori, E tutti chiediamo perdono e Lui ci perdona sempre, non si stanca mai di risollevarci dalla polvere dei nostri peccati”.

Il progetto di rinascita è di forte valenza ed è un invito a superare diffidenze e chiusure e a credere che si può cambiare, aiutando gli altri a cambiare. “Il Figliol Prodigo” nasce su iniziativa del Laboratorio del Musical, un progetto di volontariato ideato e realizzato da Isabella Biffi, cantautrice e regista che, da quasi dieci anni, grazie alla condivisione istituzionale del Direttore di Opera, Dottor Giacinto Siciliano, e alla collaborazione dell’associazione Culturale Eventi di Valore, utilizza l’Arte e la Cultura, quali mezzi di rieducazione e rivoluzione umana. Isabella Biffi non è nuova a sfide di questo genere, ha già portato in teatro grandi successi come “Dieci Mondi”, “La Luna sulla Capitale”, “L’Amore Vincerà” e “Siddhartha”.

Lo scopo sempre lo stesso: invitare a sperare nell’amore che solo può trasformare l’odio in perdono e riabilitazione. A praticare dunque la misericordia mediante un atteggiamento di apertura all’altro considerato, per la ricchezza della sua umanità, capace di migliorarsi e correggersi; seguendo le parole di Papa Francesco: “Tutti noi facciamo sbagli nella vita, perché siamo peccatori. E tutti noi chiediamo perdono di questi sbagli e facciamo un cammino di reinserimento…”. Grazie a questo progetto sociale, 10 detenuti su 13 da ora possano girare senza scorta, solo accompagnati dall’associazione culturale Eventi di valore, portando in giro per i teatri il proprio spettacolo e il proprio messaggio.

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