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Imperia, detenuto trovato morto. SAPPe: “Ogni morte in carcere è una sconfitta per lo Stato”

I detenuti di Imperia dall’inizio dell’anno hanno già prodotto 1 incendio doloso, 51 casi di autolesionismo, 6 tentati suicidi, 1 aggressione, 1 protesta collettiva

Imperia. “Ogni morte in carcere è una sconfitta per lo Stato”. Con queste parole il SAPPe (sindacato autonomo Polizia Penitenziaria) della Liguria commenta il tragico evento accaduto nella tarda serata di ieri sera (11 novembre) nel carcere di Imperia quando alle ore 21,30 circa è scattato l’allarme rosso per un giovane detenuto di origine africana trovato riverso per terra all’interno della cella. L’unico agente di servizio non ha esitato ad intervenire facendo scattare l’allarme e chiamare i soccorsi, ma il detenuto è spirato poco dopo all’interno dell’infermeria del carcere.

“Ora bisogna lasciare spazio alle inchieste che si sono già aperte per accertare la morte del detenuto” – commenta il SAPPe –  “Che sia questa suicidio o morte naturale di certo è solo che un altro detenuto muore all’interno delle carceri italiane”.
Cosa fare? Il Sappe non usa mezzi termini per definire lo stato di abbandono di quell’istituto caratterizzato da una elevata presenza di detenuti 98 (dei quali 54 stranieri) a fronte della sua regolare capienza 62. I detenuti di Imperia dall’inizio dell’anno hanno già prodotto 1 incendio doloso, 51 casi di autolesionismo, 6 tentati suicidi, 1 aggressione, 1 protesta collettiva.

“Ma come sindacato denunciamo e porteremo il caso anche in ambito politico, (il 14 ottobre su Imperia è stata presentata un’interrogazione parlamentare a firma di MOLTENI e FREDIGA lega Nord) c’è l’assurda carenza di personale. Non si spiega e non c’è ragione di consentire che il personale di Imperia venga inviato a prestare servizio in altre sedi quando c’è l’esigenza ad Imperia, ci chiediamo cosa fanno ben tre unità presso il Tribunale di Savona o un ispettore nel mini istituto di Chiavari quando la loro presenza è indispensabile ad Imperia. Maggiore presenza di Polizia Penitenziaria significa maggiore controllo dell’istituto e maggiore capacità d’intervento e, magari, in tempo per salvare vite umane. E’ giunta l’ora – conclude il segretario nazionale Lorenzo – mettere mano al sistema carcere della Liguria ed a ridisegnarne l’organizzazione, siamo pronti al confronto con i vertici dell’Amministrazione sempre che questi ci ascoltino. La nostra protesta la faremo giungere al Ministro della Giustizia ORLANDO e sono certo che affronterà il caso della Liguria penitenziaria”.

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