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Imperia, 43 persone arrestate e 112 denunciate dai carabinieri nel mese di ottobre

Il resoconto dell’attività svolta dall'arma nella nostra provincia

Imperia. Un mese intenso per i carabinieri del comando provinciale di Imperia. I militari, pur garantendo un capillare controllo del territorio e benché impegnati nel concorso in servizi di ordine pubblico nell’area di Ventimiglia, hanno dato la più coerente delle risposte alla domanda di sicurezza che, legittimamente, la popolazione avanza.

Nel decorso mese di ottobre sono stati infatti eseguiti 43 arresti; sul fronte delle denunce in stato di libertà, dei 388 reati denunciati ai carabinieri, 112 sono stati scoperti. Registriamo 201 furti (di cui 38 in abitazione, 22 in esercizi commerciali, 20 su borse o bagagli incustoditi).

Gli arresti: due per rapina; otto per furto o rapina impropria; tre per violazione di domicilio; cinque in materia di sostanze stupefacenti; sei per favoreggiamento all’immigrazione clandestina; uno per truffa; quattro per resistenza a pubblico ufficiale; due per evasione; undici in esecuzione di pene definitive (per i reati più disparati: guida in stato d’ebbrezza, danneggiamento, oltraggio, lesioni, truffa); infine, un Mandato d’Arresto Europeo. Questi risultati portano il numero delle persone arrestate dai carabinieri del comando provinciale di Imperia dall’inizio dell’anno a 319.

Avendo indicato il numero dei furti in provincia, non è mai superfluo ricordare di ricorrere alle più comuni regole di prudenza, accennate anche negli incontri a tema che i carabinieri svolgono di frequente. Il primo rimedio è la prudenza, in ogni tipo di evento. Lasciare la borsa in macchina, fuori dalla discoteca, è imprudente; o ancora, fuori dalla palestra o dal campo sportivo. Altrettanto girare per il mercato con la borsa aperta, o lasciarla sul carrello della spesa incustodita.

Per i furti in abitazione, si suggerisce, per iniziare, di “chiudere porte e finestre”: può sembrare banale, ma in talune circostanze l’accesso ai ladri è reso più agevole da quest’evidente imprudenza. Installare dei dispositivi antifurto, collegati possibilmente con i numeri di emergenza. L’allarme può essere collegato con il 112. E’ un servizio gratuito. Ricorrere, se possibile, ad una porta blindata con spioncino e serratura di sicurezza. Aumentare le difese passive. Anche l’installazione di videocitofoni e/o telecamere a circuito chiuso è un accorgimento utile. Illuminare con particolare attenzione l’ingresso e le zone buie. Si possono anche utilizzare sistemi di illuminazione che, tramite cellula, attivano automaticamente l’illuminazione al passaggio di persone. Non lasciare le chiavi di casa sull’autovettura in sosta incustodita.

Nei casi di breve assenza, o se siete soli in casa, lasciate accesa una luce o radio/Tv in modo da mostrare all’esterno che la casa è abitata. In commercio esistono dei dispositivi a timer che possono essere programmati per l’accensione e lo spegnimento a tempi stabiliti. Preme infine sottolineare che, oltre all’attività d’indagine, ciò che ha portato all’esito positivo di alcune delle vicende di cui i militari dell’Arma si sono interessati è stata la presenza di spirito e la collaborazione del cittadino che, in taluni casi, ha fornito preziose indicazioni rivelatesi determinanti per la migliore soluzione della situazione.

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