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Il boom del cibo locale, Fasolo (Coldiretti Imperia): “La spesa a km 0 è preferita dal 40% degli italiani” foto

Secondo i dati i Istat sul commercio al dettaglio che emergono dal rapporto Censis su “Gli italiani a tavola: cosa sta cambiando”

Imperia. 43,4 milioni di italiani acquistano prodotti locali e a chilometri zero e tra questi 18 milioni regolarmente e 25,4 milioni di tanto in tanto con una decisa tendenza a caratterizzare la spesa dal punto di vista qualitativo, salutistico ma anche etico.

Questi i dati i Istat sul commercio al dettaglio che emergono dal rapporto Censis su “Gli italiani a tavola: cosa sta cambiando”. “Il carrello della spesa è diventato sempre più l’espressione di uno stile di vita- commenta il presidente della Coldiretti Imperia Antonio Fasolo- con il 40,7% degli italiani che considera i prodotti a chilometro zero una garanzia di cibi freschi e sicuri in cucina e il 38,9% che li ritiene essere anche una soluzione per sostenere l’economia e lo sviluppo locale”.

Dalla ricerca emerge inoltre che sono 36,3 milioni gli italiani maggiorenni che sarebbero disposti a pagare di più per un prodotto italiano rispetto ad uno di altra provenienza. “E questo – precisa Coldirettiperché quasi la metà (48,9%) dei cosiddetti Millennials pensa che il patrimonio enogastronomico incarna l’identità di un territorio e di una comunità, molto più di quello culturale, storico artistico”. “Lo dimostra – sostiene la Coldiretti – il crescente numero di chef e cuochi prestigiosi che scelgono accuratamente gli ingredienti dei menu offerti valorizzando le produzioni locali ma anche il boom dei cosiddetti agrichef che utilizzano solo materie prime del territorio”.

“In questo quadro va letto il successo dei mercati degli agricoltori di Campagna Amica in netta controtendenza rispetto alla chiusura dei negozi alimentari tradizionali” -continua il presidente di Coldiretti Imperia Fasolo- nel sottolineare che “i mercati degli agricoltori vengono scelti per trovare prodotti locali del territorio, cosiddetti a chilometri zero, messi in vendita direttamente dall’agricoltore nel rispetto della stagionalità dei prodotti in alternativa ai cibi che devono percorrere lunghe distanze con le emissioni in atmosfera dovute alla combustione di benzina e gasolio. Gli effetti positivi per i consumatori si fanno sentire anche sugli sprechi che vengono ridotti per la maggiore freschezza della frutta e verdura in vendita che dura anche una settimana in più, non dovendo rimanere per tanto tempo in viaggio.

“Purtroppo – sottolinea Fasolo - i comuni della provincia di Imperia, non hanno colto a pieno questa rivoluzione dei consumi e le nostre aziende agricole fanno fatica a trovare spazi idonei per la realizzazione dei mercati Compagnia Amica”.

“Il cibo ha ormai un alto valore simbolico – conclude Fasolo - perché incarna l’identità e promuove la distintività di un territorio ma entrano in gioco anche valori etici e sociali dei consumatori, ecco perché è sempre più importante sostenere battaglie che garantiscano la tracciabilità e la rintracciabilità dei prodotti che consumiamo.”

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