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I periodi sensibili del cane: da quello prenatale al giovanile

Il comportamento del cane si sviluppa secondo periodi detti sensibili in quanto i cani sono particolarmente sensibili all’apprendimento e al stabilire associazioni

Il comportamento del cane si sviluppa secondo periodi identificati da Scott e Fuller intorno al 1945, i quali, in un laboratorio a Bar Harbour nel Maine, condussero esperimenti su un gruppo di cani.

Inizialmente definirono i periodi “critici” ma oggi vengono detti sensibili in quanto i cani sono particolarmente sensibili all’apprendimento e al stabilire associazioni e relazioni che si mantengono nel tempo ma senza limiti fissati in modo rigido e irreversibile, come può accadere con l’imprinting nelle prime ore di vita di alcuni uccelli o di alcune specie di erbivori.

Questi periodi sono: periodo prenatale, che si sviluppa fino alla nascita; periodo neonatale, che si sviluppa dalla nascita fino all’apertura degli occhi (10-14 gg); periodo di transizione che si sviluppa dall’apertura degli occhi fino alla comparsa del riflesso di trasalimento (circa 20 gg); periodo di socializzazione, che si sviluppa da 3 settimane fino a 12-16 settimane; periodo giovanile, che si sviluppa dalla 14-16esima settimana fino alla pubertà

Periodo prenatale

Pageat, verso il 1999, studiò lo sviluppo delle reazioni durante lo stato embrionale e fetale, osservando che i cuccioli reagiscono alle stimolazioni sensoriali tramite la pancia della mamma e come queste possano influenzare lo sviluppo del comportamento per quanto riguarda la reattività emotiva.

 

Lo studio di Pageat prende in considerazione stimolazioni tattili (si è notato come ci fosse agitazione dei cuccioli, tramite ecografia, dopo 20-30 secondi di contatto e che questa con il tempo diminuisse per un processo di abituazione), reazioni emozionali (con lo sparo di una pistola “scacciacani” vicino alla madre in cui si mostra come ci sia un’alterazione dello stato dei cuccioli tanto più prolungato quanto prolungato è lo stato di stress nella madre), induzione alle preferenze alimentari (si è notato come spesso il regime alimentare condotto dalla madre influenzi le preferenze dei cuccioli).

 

Unendo questi studi a quelli di Dehasse nel 1994 e di Serpell e Jagoe nel 1995, si può dire che le esperienze vissute dalla madre influenzano il cucciolo, quindi contatti prolungati rendono i cuccioli più docili e sensibili mentre esperienze stressanti rendono i cuccioli più reattivi.

Periodo neonatale

Dalla nascita a 2 settimane d’età circa, i cuccioli sviluppano le capacità sensoriali olfattive, termiche e tattili, non hanno capacità uditive o visive poichè nascono in uno stadio di sviluppo neurologico immaturo, la corteccia cerebrale non è ancora interamente formata.

 

Lo sviluppo delle strutture nervose avviene in modo rapido fino a 6-7 settimane e il numero di neuroni raggiunge quello dell’adulto a 4 settimane di vita.

 

Per quasi la totalità del tempo dormono e siccome sono incapaci di controllare la propria temperatura corporea sono molto sensibili alle variazioni della temperatura dell’ambiente in cui vivono.

 

La mamma da 3-4 giorni dopo la nascita dei cuccioli fino a 2-5 giorni dopo lo svezzamento inizia a produrre feromoni “di appagamento” i quali hanno la funzione di rendere il cucciolo più rilassato e rientrano a tutti gli effetti nel set di mantenimento emozionale. Questi sono stati sintetizzati in laboratorio e ora si possono trovare in diverse formulazioni, in diffusori o collari, molto utili nelle situazioni di inserimento di cuccioli in un nuovo ambiente.

 

Fox e Stelzner nel 1966 sottoposero alcuni cuccioli a stimolazioni termiche, tattili e luminose dalla nascita a 5 settimane per 1 ora al giorno, notarono che i cuccioli manipolati erano più attivi, esplorativi e socievoli rispetto ai controlli.

 

Vi sono numerosi riflessi che in questo periodo sono presenti e che scompaiono in modo naturale nel tempo, alcuni dei più semplici da osservare possono essere il riflesso di intrusione (rooting reflex) con cui il cucciolo si orienta in direzione del capezzolo, il riflesso labiale con cui il cucciolo inizia a succhiare non appena le labbra incontrano un capezzolo e il riflesso perineale con cui si favorisce l’emissione di feci e urina (non spontanee fino a 20 giorni circa) che riguarda la stimolazione dell’orifizio anale e uretrale da parte della madre quando li pulisce.

Periodo di transizione

Questo periodo fatto di grandi cambiamenti inizia con l’apertura degli occhi (10°-12° giorno) e si conclude con la comparsa dell’udito.
In questo periodo avviene il passaggio in modo graduale all’alimentazione tipica dell’adulto e l’acquisizione progressiva della forma adulta di locomozione (un cucciolo in media comincia  a reggersi sulle zampe a partire dal 12° giorno di vita).

 

La comparsa dell’udito si manifesta mediante il riflesso di trasalimento intorno al 20° giorno. Si può testare in questo modo: mettere il cucciolo su un panno tiepido/caldo (per non indurre alcun tipo di stress) e si battono le mani a circa 10cm sopra la sua testa, se l’udito è positivo si solleverà sugli arti anteriori e si lascerà cadere. Questo test permette di diagnosticare precocemente la sordità che è frequente in alcune razze come ad esempio dalmata e dogo argentino.

 

Dal 15° giorno in poi c’è la fase di attaccamento in cui il cucciolo indentifica la madre, ne memorizza la forma del corpo, gli odori e poi le caratteristiche sonore che gli permettono di costruirsi un’immagine specifica. Da quel momento solo la madre sarà l’oggetto rassicurante per i suoi cuccioli: secondo gli studi di Gazzano portati avanti dal 2007, la madre quindi diventa lo stimolo primario per il mantenimento dell’omeostasi emozionale.

 

Il contatto tranquillizzante che il cucciolo ha con lei è alla base dello sviluppo del legame affettivo ed è molto più importante del fatto che essa sia la fonte di nutrimento.
Durante il periodo di transizione avvengono le prime manifestazioni di comportamento eliminatorio appropriato (a 3 settimane i cuccioli escono dal nido per defecare ed urinare), non più stimolato dalla madre, e la prima comparsa del comportamento agonistico (alcuni cuccioli ringhiano già a 2 settimane di età se viene dato loro un osso). La relazione con la madre diventa più complessa e non più limitata alla suzione del latte, verso il 20° giorno inizia l’eruzione dei denti e i cuccioli cominciano a nutrirsi di cibo solido. Inizia a vedersi il comportamento di scodinzolamento.

Periodo di socializzazione

In questo periodo si sviluppa rapidamente il comportamento sociale: il processo di socializzazione permette al cucciolo di creare un attaccamento sociale sia verso conspecifici (socializzazione intraspecifica o primaria) che verso l’uomo o altri animali (socializzazione interspecifica o secondaria).

 

Ci sono comportamenti che caratterizzano questo periodo quali: comportamento ingestivo: inizia lo svezzamento. Verso le 5 settimane la madre non permette ai cuccioli di avvicinarsi alle mammelle. Comportamento eliminatorio: a 8 settimane il cucciolo identifica un luogo particolare per l’eliminazione che verrà compiuta molto frequentemente ogni 1-2 ore durante il periodo di veglia. Il cucciolo tende a non sporcare il luogo dove dorme ed inizia a trattenere lo stimolo nelle ore notturne. Comportamento et-epimeletico: iniziano le emissioni di vocalizzazioni con repertorio sempre più ricco. I cuccioli manifestano maggior disagio quando sono lasciati soli in un ambiente sconosciuto, ma tale reazione tende a ridursi dopo un picco verso le 6-7 settimane. La tendenza alla riduzione di vocalizzazioni è legata ad un processo di maturazione del cucciolo piuttosto che ad un fenomeno di abitudine in quanto cuccioli sottoposti a test per la prima volta a 10-12 settimane mostravano ridotte vocalizzazioni. Il picco a 6-7 settimane indica che nel periodo di socializzazione avviene anche l’attaccamento ad un luogo in particolare che tende a diminuire quando i cuccioli cominciano ad esplorare l’ambiente circostante la cuccia. Comportamento allelomimetico: è un comportamento contagioso che influenza un altro individuo comportarsi allo stesso modo (come i lupi quando iniziano ad ululare). Tra le 3 e le 4 settimane i cuccioli cominciano a seguirsi vicendevolmente e dalle 5 settimane tendono a muoversi in gruppo. Comportamento “sessuale”: i tentativi di monta appaiono già a 3-4 settimane di età, leggermente prima e più frequentemente nei cuccioli maschi rispetto alle femmine. Inibizione del morso: il comportamento di lotta compare nel gioco a 3 settimane e verso le 5 settimane il gioco dei cuccioli si fa più violento. Se un cucciolo viene morsicato troppo violentemente, il guaito che emette richiama l’attenzione della madre che interviene punendo il cucciolo aggressore che acquisisce la capacità di interrompere la sequenza della lotta in funzione di un segnale esterno. Vi è inoltre un cambio dei ruoli: il cucciolo morsicato che guaisce riesce a difendersi mordendo a sua volta. I cuccioli così imparano il collegamento tra il guaito del fratello e il dolore, in questo modo il morso reciproco è controllato.  Dalle 11 alle 15 settimane la lotta giocosa diventa meno violenta e più controllata, i combattimenti diventano ritualizzatipoiché si formano delle relazioni gerarchiche (per ulteriori spunti si possono leggere gli studi di Shepherd, 2004).

 

Dalle 3 alle 8 settimane i cani imparano ad interagire meglio con altri cani (socializzazione intraspecifica): avviene in questo periodo l’identificazione di specie (non avendo loro una cognizione innata della propria specie devono apprendere di essere cani). Può essere recuperata fino alla 16° settimana se si stimola il gioco con conspecifici. Dopo le 17 settimane il cane allevato in isolamento senza appropriati contatti con altri cani può portare a conseguenze come comportamenti di fuga o aggressività nei confronti degli stessi.

 

Tra le 5-7 settimane fino alle 12 settimane i cani imparano meglio ad interagire con le persone. 12 settimane può essere posto come limite indicativo per la socializzazione spontanea del cane con un’altra specie (socializzazione interspecifica). Questa non ha le stesse caratteristiche dell’identificazione di specie: viene acquisita facilmente ma richiede rinforzi perché permangapoichè non è generalizzata a tutti gli individui della specie ma è limitata alle caratteristiche individuali (uomo, donna, bambino, bianco, nero ecc). Qui si apre un discorso sulla permanenza dei cuccioli con l’allevatore (che sia esso amatoriale o professionale): l’affidamento di un cucciolo alla nuova famiglia dovrebbe avvenire alla 7° settimana (60 gg), buon compromesso tra la necessità di mantenere il cucciolo con i propri simili in modo da permettere l’identificazione di specie e la possibilità del cane di sviluppare un processo di socializzazione secondaria efficace. Si è discusso recentemente sulla possibilità di far permanere più a lungo i cuccioli presso gli allevatori, questo potrebbe essere una buona cosa se l’allevatore è consapevole dell’importanza di un’adeguata socializzazione in questo periodo sensibile.

Periodo giovanile

Nel periodo giovanile tutti i sensi del cucciolo sono completamente sviluppati, i denti permanenti cominciano a spuntare intorno alle 16 settimane mentre l’eruzione completa si ha intorno ai 6 mesi. Durante tale periodo il cucciolo ha raggiunto circa i 2/3 della taglia adulta e si assiste ad un affinamento delle capacità motorie. A 12 settimane il cucciolo inizia ad esplorare l’ambiente allontanandosi dal nido e dalle 15 settimane si ha la gerarchizzazione nel gruppo e le lotte sono limitate.

Condivido per concludere con voi una riflessione di Alexa Capra: “Precedenti studi suggeriscono che il periodo di socializzazione è critico per un normale sviluppo del cucciolo (Scott e Fuller, 1965). Questo studio però indica che per quanto riguarda l’esposizione a stimoli nuovi, sociali e la manipolazione, l’ambiente domestico è sufficiente. Gli studi precedenti (Clarke et al., 1951; Thomson and Heron, 1954; Melzack, 1968; Fuller, 1961, 1964) in realtà hanno testato cani che non avevano alcuna socializzazione con cani con un normale livello di socializzazione. Gli esperimenti erano condotti in condizioni di laboratorio, non in condizioni reali di crescita di un cucciolo di famiglia.Un minimo livello di interazione sociale è necessario a un’età precoce, ma un livello extra di socializzazione non necessariamente migliora il comportamento sociale o la capacità di relazionarsi con l’ambiente (come già indicato da Pfaffenberger et al. 1976, Wolfle 1990). La conclusione è che i corsi di socializzazione per cuccioli potrebbero, nella realtà, essere più importanti per i proprietari, nel dare loro gli strumenti per educare, capire e relazionarsi con il cucciolo, che per il cane stesso!

 

Dottoressa Marzia Massocco

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