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Da giocatore ad allenatore, Enrico Vella: “Il calcio per me è il gioco più bello del mondo” fotogallery

Il racconto della sua esperienza calcistica passata, presente e futura

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Sanremo. “Il calcio per me è il gioco più bello del mondo” – dice Enrico Vella, calciatore, allenatore, dirigente sportivo, che è stato ospite nel “salottino” di Riviera24sport.it dove ci ha raccontato la sua esperienza calcistica.

La vita del signor Vella è stata ricca di esperienze e di possibilità, infatti ha avuto l’occasione di giocare in praticamente tutte le categorie in squadre, negli anni ‘80, come il Genoa, il Sestri Levante, la Sanremese, la Sampdoria, il Catania, la Lazio, l’Atalanta, il Palermo, l’Arezzo e poi negli anni ’90 ha deciso di continuare la sua carriera come allenatore.

Dopo aver allenato una squadra come la Cairese oggi allena il Sanremo ’80, la compagine gialloverde che fu fondata verso la metà degli anni ottanta dall’ex Presidente della Sanremese, Gianni Borra, oggi iscritto al campionato di Seconda Categoria. Riguardo all’aver accettato la scommessa di allenare questa squadra afferma: “Per me non è difficile, perché avendo dentro la passione per questo sport è normale che qualsiasi categoria per me vada bene lo stesso. Due anni fa ero alla Cairese e ho fatto anche la terza categoria, ma l’importante è avere passione e amore per questo sport e io c’è l’ho, l’ho sempre avuta. Per me è una seconda prima categoria, un’eccellenza, quello che vuole, io la guardo allo stesso modo. E’ normale che mi farebbe piacere allenare una squadra di una categoria superiore, però sono contento”.

Oggi Enrico Vella è soddisfatto di quello che sta facendo e al momento ciò che spera per il futuro è di poter continuare ad allenare, perché per lui è la cosa più importante. “Il campo da calcio è la mia vita e la mia passione, stare con dei ragazzi come quelli che ho quest’anno nel Sanremo ‘80 è bello perché ho un bel rapporto. Ho avuto sempre un bellissimo rapporto con tutti i giocatori che ho avuto, ed è la cosa più bella, e voglio continuare ancora finché un giorno dirò basta, mi dedicherò magari ai bambini o a fare altro però sempre nel mondo del calcio perché mi piace tanto allenare”- ci spiega Vella.

Quando gli abbiamo chiesto qualcosa riguardo alla sua carriera calcistica passata ci ha confessato che solitamente non ne parla, perché a riguardo è sempre stato molto discreto, però ci ha confidato che è stato bello giocare contro i grandi del calcio degli anni ’80 come Platinì e Maradona: “Ho giocato contro i giocatori più forti che ad oggi lo sono ancora. Il calcio è cambiato, allora c’erano dei giocatori davvero tanto di spessore”.

Alla domanda su cosa ha provato a giocare nella ”Sanremese del miracolo” ci rivela che gli sono venuti i brividi e racconta: “Ero ritornato a Sanremo, tanti si ricordavano di me, ho avuto tanto rispetto, e io ho rispettato loro e mi vengono in mente tante cose. Prima fra tutte le persone che non ci sono più, con le quali ho condiviso gioie, perché sono state sempre gioie mai amarezze quando ero nella Sanremese, come il grande presidente Borra, l’amico indimenticabile con cui eravamo come fratelli Luigi Cichero, poi Pietro Paolo che non c’è più, il professor Ferrari, Remaschi e tanti altri che non vorrei dimenticare. Mi vengono in mente queste persone con cui ho condiviso gioie perché giocare nella Sanremese per me è sempre stata una gioia, vincevamo sempre. E’ bello che i tifosi ricordino ancora quell’annata, che penso sia stata un’annata bellissima. Io qua sono venuto nel ’77, perciò vuol dire che ne ho passati di anni a Sanremo, ho dei bei ricordi ed è normale che me li tengo dentro di me e poi se li ricorda anche la gente, perché mi chiamano sempre e mi dicono “Ciuca, Ciuca”. E’ un soprannome che mi ha dato una persona, Diego Ferrari, ed è sempre rimasto e questa è una cosa che mi fa piacere, perché vuol dire che hai sempre lasciato una buona impressione, ti sei sempre comportato bene, puoi anche fare degli sbagli però io ho avuto sempre rispetto e poi questa città mi ha dato tanto, qui mi sono sposato e ho avuto un figlio. Sono ritornato dopo 18 anni e sono felice e contento di essere tornato ad allenare, perché è la cosa che più mi interessava. Alleno un gruppo di bimbi della Scuola Calcio che sono straordinari, li adoro e mi piace, il calcio è vita, se non ci fosse questo per me sarebbe stata più dura”.

Il signor Vella ha avuto l’occasione di realizzare un sogno che molti ragazzi oggi aspirano a raggiungere e guardando alla sua esperienza così consiglia ai giovani: “Oggi purtroppo ci sono tante cose che possono distrarre un ragazzo, ai miei tempi quando ero giovane era normale, non avevamo quasi niente, avevamo solo il pallone. Non bisogna inculcarglielo al ragazzo, magari c’è il genitore che costringe quasi il ragazzo a giocare e non va bene, deve averlo dentro, deve avere la forza, la determinazione, l’amore e la passione per questo sport e se ci sono allora si possono fare tante cose e poi non è che si può arrivare, però ti togli delle soddisfazioni. Non ci deve essere il genitore a fare spinta, i ragazzi bisogna lasciarli tranquilli, se uno ha la testa è normale che può arrivare, però non è semplice perché è facile arrivare ma è difficile rimanerci, quello è il discorso, è dura, però l’importante è che abbia passione e amore dentro”.

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