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Elezioni in America: Imperia gemellata con Newport, Capacci “Non tifo né per Trump né per Clinton”

Gli americani sono chiamati a scegliere il presidente degli States, il voto seguito anche dal sindaco imperiese

Imperia. Nè Trump né Clinton. A Carlo Capacci, sindaco di Imperia gemellata con l’americana Newport non piace né uno nè l’altro candidato. “Meglio sarebbe stato candidare un uomo forte di Silicon Valley”, dice l’amministratore e imprenditore di Imperia a proposito dell’election day di domani quando gli americani saranno chiamati a scegliere il presidente degli Stati Uniti d’America.

“Lei è troppo retrò, lui ha una politica sbagliata. Vuole chiudere gli ingressi al confine dimenticano che gli uomini più potenti dell’industria a stelle strisce sono indiani. Laggiù ci sono Microsoft e Apple, Trump forse lo ha dimenticato”, sorride il sindaco di Imperia.

Consigli da dare al sindaco di Newport. “Siamo in democrazia sarà lei a scegliere il migliore – risponde Capacci – Io al suo posto non voterei per nessuno dei due”.

Di fatto domani il mondo conoscerà il nome del 45esimo presidente degli Stati Uniti, quando uno dei candidati raggiungerà la soglia dei 270 voti elettorali (o grandi elettori) necessari a vincere le elezioni presidenziali. Bisogna ricordare che gli elettori statunitensi non eleggono direttamente il presidente, ma i 538 grandi elettori, divisi tra i 50 Stati (più il District of Columbia) in base alla popolazione: il candidato presidenziale che vince in uno Stato ottiene la totalità dei suoi grandi elettori (tranne in Maine e Nebraska), che poi eleggeranno il presidente.

A decidere le elezioni saranno otto Stati, quelli ancora ‘indecisi’, secondo i sondaggi e le proiezioni di Real Clear Politics e Five Thirty Eight. Mettendo insieme i loro dati, si può affermare che la candidata democratica Hillary Clinton, visti i sondaggi e la storia dei singoli Stati, abbia la certezza di 251 voti elettorali e il candidato repubblicano, Donald Trump, quella invece di assicurarsi 180 voti elettorali. Ne restano 107, divisi tra Ohio (18), Florida (29), North Carolina (15), Arizona (11), Nevada (6), Iowa (6), Colorado (9) e Virginia (13); già perdendo in Florida, Trump non avrebbe possibilità di vittoria. A questi, si può aggiungere lo Utah (6), Stato ultraconservatore che potrebbe esprimere un voto contro Trump, favorendo Clinton.

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