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Donne di valore, Anna Asseretto: “Io, mamma di quattro figli e imprenditrice di successo”

Dal 1989 è co-titolare della A&G Floroortoagricola, l’azienda specializzata in piante grasse e succulente numero uno in Europa

Sanremo.  Mamma instancabile di quattro figli, manager dell’azienda floricola numero uno in Europa nonché ex assessore alle attività produttive del Comune di Sanremo: Anna Maria Asseretto incarna lo spirito della “donna di valore”, di colei che ha ben saputo amalgamare vita familiare e attività professionale, diventando il motore imprescindibile di un’impresa.

Riviera24 - Anna Asseretto

Dal 1989 Asseretto è infatti titolare, insieme al marito Leopoldo Monari, della A&G Floroortoagricola: l’azienda specializzata in piante grasse e succulente che i genitori fondarono nel 1976 sulle colline sanremesi; e di cui lei, imprenditrice di quarta generazione, ha saputo raccogliere il testimone coniugando tradizione e innovazione in un meccanismo virtuosoHo acquisito le redini dell’attività di famiglia subito dopo la laurea in agraria – spiega in questo speciale di #RealTimeBusiness–. Essere entrata in azienda trent’anni fa mi ha portato a vivere in prima persona l’evoluzione del settore floricolo in Italia, e con essa a intraprendere tutta una serie di cambiamenti nell’ambito della nostra specifica produzione: da quella delle talee per garofani quando la Liguria era un punto di riferimento per il fiore reciso, a una più specialistica, in particolare piante grasse e succulente, quando la concorrenza internazionale ha iniziato a ridurre i margine di competitività delle mezze colture italiane.”

Grazie alla passione, alle spiccate capacità manageriale, alla straordinaria serietà commerciale Asseretto ha costruito un’impresa al passo con i tempi. La grinta personale e il coraggio di mettersi in gioco con nuove colture le hanno poi permesso di affrontare quelle sfide che, poste dall’evoluzione dei mercati e dall’inesorabile crisi, hanno travolto tante aziende come la sua. La guida in rosa di A&G è un imprenditrice modello, e come tale è stata anche insignita degli ambiti premi Fabio Rizzi e Buone Prassi. E a proposito di buone pratiche imprenditoriali: “Io credo – dichiara – che rappresentino un’opportunità. Ovvero, l’occasione per l’imprenditore di andare incontro ai suoi dipendenti, favorire le loro specifiche esigenze individuali e ottenere così prestazioni lavorative più alte a beneficio di tutta l’azienda. Dare la possibilità a una mamma di portare i figli a scuola o a un musulmano di festeggiare le ricorrenze della sua religione, pone le condizioni per un sereno svolgimento del lavoro, incentivandolo”.

E sono stati proprio questi i segreti della A&G Sanremo: elasticità, rispetto e anche tanta caparbietà, specie per l’inserimento e il conseguente riconoscimento nel mercato estero: “L’azienda – illustra l’imprenditrice – è sempre stata punto di riferimento indiscusso per il settore floricolo italiano, questo anche in virtù del nostro primo canale di vendita che è la fiera. Entrare nel mercato estero è stato più difficile. Fuori dall’Italia infatti c’è la tendenza a gustare un’azienda molto, molto lentamente. Talvolta è addirittura necessario un arco di tempo della durata di 4 anni, prima che l’assaggino. Io però non ho mai rinunciato. Sono una ligure, testarda, determinata e devo dire anzitutto grazie alla perseveranza se oggi l’A&G Sanremo può godere del riconoscimento da parte di importanti grossisti europei, che con una catena di punti vendita spalmata tra i 60 e i 200 punti vendita, ci hanno reso fornitori unici”.

“Un’impagabile gratificazione – prosegue l’ex assessore – in quanto, per un settore come quello floricolo, il mercato estero è di rilevanza primaria. Seppur sia un paese dalla forte vocazione agricola, l’Italia ha una concezione limitata del ricreare uno spazio verde con piante e fiori nel proprio ambiente domestico. E poi i mercati stranieri, soprattutto quelli francesi e del nord Europa, sono molto più strutturati e attenti al fattore qualità. Senza dubbio una grande gratificazione; anche se la più importante è stata quella di essere riuscita, o almeno di aver provato, a conciliare attività professionale e nucleo familiare. Certo, specie quando i ragazzi erano piccoli ho dovuto avvalermi del supporto di baby sitter, di parenti e del prezioso aiuto di mio marito; ma la volontà di raggiungere il massimo in tutto e di non far mancare niente a nessuno, ha permesso di dedicarmi con tutta me stessa a Stefano Giacomo, Elena e Alberto: i miei figli e il mio più alto, irrinunciabile successo”.

 

Intervista realizzata in collaborazione a DCT (Dianoia Consulting Team) per #RealTimeBusiness, la rubrica dedicata al mondo imprenditoriale e del libero professionismo.

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