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Che cos’è un disturbo dell’umore?

Oscillazioni fisiologiche del tono dell'umore, tra gli estremi della tristezza e della gioia, sono esperienze comuni e quotidiane, in genere scatenate da agenti esterni

I disturbi dell’umore rappresentano un insieme di patologie ampliamente diffuse. E’ stato stimato che circa il 20% della popolazione, durante la propria vita, soffra di episodi di alterazione patologica dell’umore. Oscillazioni fisiologiche del tono dell’umore, tra gli estremi della tristezza e della gioia, sono esperienze comuni e quotidiane, in genere scatenate da agenti esterni. Tali oscillazioni rivestono un ruolo di adattamento, poiche’ consentono all’individuo di modellare ed adeguare le proprie reazioni alle condizioni ambientali.

Nei disturbi dell’umore questi meccanismi fisiologici sono alterati; le variazioni del tono dell’umore si verificano spesso spontaneamente, eccedono per intensita’ e durata e si accompagnano ad un corteo sintomatologico definito nelle sue manifestazioni cliniche. Che cosa si intente per umore?

Si puo’ definire il tono dell’affettivita’ o tono vitale fondamentale, durevole ma modificabile dall’ambiente. L’umore puo’ essere considerato la disposizione affettiva abituale, cioe’ lo stato affettivo di base, caratteristico e tipico di una persona nel corso del tempo; l’umore fondamentalmente va distinto da stati temporanei dell’umore, comportanti modificazioni del consueto umore di fondo, dovuto a fattori diversi come alcool, sostanze psicotrope o a eventi piu’ o meno piacevoli o spiacevoli. Si puo’ spiegare con la metafora delle luci della ribalta: in teatro, i fasci di luce accompagnano i movimenti di questo o quel personaggio adattandosi con intensita’ diverse ai suoi spostamenti.

Allo stesso modo i sentimenti accompagnano le nostre esperienze sulla scena della vita, conferendo precisi toni e colori “affettivi” a ogni nostro pensiero e azione. Ad un tratto, improvvisi lampi abbaglianti di luce investono l’intero palcoscenico: cosi le emozioni violente irrompono nella nostra vita accompagnando mutamenti e svolte subitanee. Ecco ora una luminosità più stabile e diffusa, soggetta a lievi e lente fluttuazioni: cosi il tono dell’umore segue e avvolge la globalità delle nostre azioni, dei pensieri, degli incontri di ogni giorno.

Si può paragonare l’umore a un ammortizzatore che, oscillando continuamente tra gioia e tristezza, slancio e insicurezza, svolge una funzione adattiva fondamentale. Come una molla complessa, ci permette di mantenere una buona aderenza alla strada che percorriamo, di restare in sintonia con gli avvenimenti, capaci di adattarci alle situazioni piacevoli e spiacevoli. Il fondo affettivo ha un ruolo primario nei processi di comunicazione e in ogni momento da’ uno speciale colorito emotivo al nostro linguaggio e alle nostre azioni. Il tono dell’umore influenza il nostro modo di pensare, di percepire, di esprimere e traspare dalla mimica, dalla voce, dai gesti, dal comportamento.

Ogni sua variazione riflette il nostro stato di benessere e malessere interiore, i piccoli e i grandi turbamenti dell’equilibrio funzionale del nostro organismo. Che cosa accade quando le sospensioni dell’auto si spaccano e le molle non ammortizzano più? Questo si manifesta con l’ammortizzatore della sfera affettiva, che perde in flessibilitaà e si irrigidisce, l’umore si fissa su un solo tono. Mentre se si allenta, salta dall’uno all’altro tono, senza più accompagnarsi ai fatti della vita, cosi da risultare dissonante con gli avvenimenti.

Si parla di disturbo dell’umore con depressione-melanconia, se il pendolo si blocca su rallentamento – tristezza, e il suo inverso, la mania, se si fissa su eccitamento-euforia; il periodico e ciclico passaggio fra “normalita’” e questi due poli, in assenza di giustificati stimoli esterni o interni, e’ definito disturbo bipolare.

La prossima settimana parleremo nel dettaglio della “depressione”, aiutando a capire e riconoscere i sintomi e come liberarsi da questo male oscuro.

Dott.ssa Daniela Lazzarotti

www.danielalazzarotti.com

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