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Cgil, agroindustria e turismo: il binomio dello sviluppo nell’imperiese foto

"Serve una maggiore attenzione per l'industria alimentare che può diventare uno strumento per rendere sempre più attrattivo un territorio attento al turismo di qualità"

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Imperia. Gli anni della crisi hanno messo in rilievo la fragilità del sistema economico ligure, ma nonostante ciò il territorio possiede buone potenzialità di sviluppo. E’ quanto emerge dalla puntuale analisi di Marco De Silva responsabile dell’Ufficio economico Cgil Liguria “Imperia 2020 Industria alimentare, cult&turismo tra progetti europei ed occasioni da non perdere” che fotografa un’economia ancora poco dinamica e poco incline all’utilizzo degli strumenti dedicati allo sviluppo (fondi europei e agevolazioni per le aree di crisi non complessa). Su una popolazione di quasi 215 mila residenti, gli ultimi dati a disposizione parlano di 83 mila occupati e circa 22 mila imprese. Analizzando la ricchezza dei settori si nota come
commercio, attività immobiliari e pubblica amministrazione rappresentino oltre due terzi del valore aggiunto della provincia relegando l’agricoltura e l’industria in senso stretto ad un ruolo sempre più marginale. In particolare, le attività immobiliari cresciute del 113% in valore dal 2000 al 2013, segnalano una progressiva (ed eccessiva) finanziarizzazione dell’economia “Però esiste un settore importante per l’economia imperiese che ha attraversato gli anni della crisi resistendo meglio di altri e che garantisce, ancora oggi, occupazione e valorizzazione dei prodotti del territorio” afferma De Silva, curatore del report “Si tratta dell’industria agro-alimentare con le sue oltre 250 imprese e circa 1.600 dipendenti.

Insieme alle attività di alloggio e ristorazione (quasi 8 mila dipendenti nel 2015) questi due settori, se opportunamente sostenuti ed integrati da politiche di sviluppo, possono essere i fattori vincenti soprattutto per Imperia dove una intera generazione vive una situazione di crisi complessa: i giovani, che per il 53,9 per cento sono privi di occupazione.

Questa è la vera e assoluta emergenza territoriale”. Nel report è contenuto anche un focus sui fondi Europei che in questi anni ha visto la Liguria protagonista di molti progetti che hanno riguardato le risorse 2007 – 2013. In provincia di Imperia sono arrivati 154,5 milioni di euro (dati OpenCoesione) che hanno prodotto 4.013 progetti (il 20.4 per cento dei progetti liguri), di cui però solo 55 nel settore turismo e cultura, elemento che segnala come le opportunità derivanti dai fondi europei non siano state ancora colte appieno. Per Fulvio Fellegara Segretario Generale della Camera del Lavoro di Imperia “La ricetta che noi proponiamo è di mettere insieme le eccellenze prodotte dal nostro territorio e la promozione del territorio
stesso. Produzione industriale alimentare e turismo sono due settori che possono andare di pari passo sostenendosi a vicenda. Sarebbe un modo per
collegare ancor più saldamente le aziende al territorio ed evitare ulteriori fughe.

Un modo per creare ulteriori opportunità di sviluppo e di occupazione. Opportunità che ora si possono presentare anche con l’inserimento della Statale 28 nella zona di Area di crisi non complessa. L’abbiamo richiesta e fortemente voluta sollecitando la Regione. Le aziende locali potranno ottenere fondi per i nuovi investimenti in strutture e ristrutturazioni. in quest’ottica non vanno però dimenticati i molti lavoratori che purtroppo sono in uscita dall’Agnesi: portatori di sgravi fiscali e di elevate professionalità”.

Concludendo i lavori Federico Vesigna Segretario generale Cgil Liguria ha ricordato come “Dobbiamo ripartire da dove eravamo rimasti lo scorso
anno quando nel convegno sul turismo lanciammo un appello rimasto inascoltato. L’anno scorso chiedemmo alla Regione un maggiore gioco di
squadra per stimolare la collaborazione tra pubblico e privato per diversificare l’offerta turistica e andare oltre il tradizionale binomio “sole e mare””.

Oggi riproponiamo alla Regione quelle stesse parole d’ordine, perché il turismo può essere il volano dello sviluppo se rafforza il rapporto con il territorio, se diventa la leva per promuovere i prodotti locali. Per questo serve una maggiore attenzione per l’industria alimentare che può diventare uno strumento per rendere sempre più attrattivo un territorio attento al turismo di qualità”. Alla discussione hanno partecipato Enrico Lupi Presidente Confcommercio Imperia, Paolo Della Pietra Direttore Confindustria Imperia, Marco Benedetti Presente CONFESERCENTI Imperia, Gianni Berrino Assessore Turismo Regione Liguria.

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