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Biliardo Club di Bordighera, Marco Beretta: “E’ una disciplina per tutti, dove vi è parità di età e di sesso” fotogallery

Il 43enne ci racconta la sua passione per questa disciplina sportiva nelle vesti di giocatore e di responsabile provinciale

Bordighera. Il biliardo è un gioco complesso e di origini molto antiche, che oggi è corretto definire disciplina sportiva a tutti gli effetti vista l’organizzazione di tornei internazionali e campionati del mondo per singola specialità. Il gioco è svolto in un campo rettangolare circondato da sponde la cui superficie è ricoperta da un caratteristico panno morbido. Si gioca utilizzando delle bocce sferiche dette bilie o biglie che vengono mosse tramite l’uso di un’asta denominata stecca, oppure sono lanciate con le mani (nella variante chiamata boccette).

Il biliardo può essere di diversi tipi: senza buche, detto anche “biliardo internazionale”, viene usato per giocare a tutte le specialità di biliardo all’italiana, che prevedono l’uso di un numero ridotto di biglie; con buche larghe, detto anche all’americana, che è completo di biglie, biglia battente, triangolo e stecca; o con buche strette, che viene usato per giocare a quasi tutte le specialità di biliardo. E’ una disciplina divertente ma educativa perché richiede rigore, coordinamento, agilità, resistenza fisica, lucidità mentale, strategia e concentrazione, per questo motivo può essere praticata da tutti visto che vi è completa assenza di differenza di età o di sesso.

“La passione per questa disciplina è trasmessa in tanti casi dai genitori, nel mio caso da mio padre, che è stato un giocatore da giovane, e che mi ha portato in sala biliardo quando avevo intorno ai vent’anni. Piano piano la passione è cresciuta ed è diventata un amore vero e proprio, come quello che ho oggi per il biliardo” – afferma Marco Beretta, 43enne, lombardo di origine, che oltre ad essere barman riesce anche a trovare il tempo per dedicarsi totalmente alla sua grande passione: il biliardo.

“Il biliardo con i birilli e la stecca, quello all’italiana, è una tradizione della nostra cultura, un tempo non c’era un bar che non avesse un biliardo, in alcuni casi con le boccette in altri con la stecca, ma tendeva essere insito nella cultura, con il passare degli anni le cose si sono evolute e adesso con la tecnologia si passa ad altri sport e così noi siamo una piccola riserva indiana che tiene duro e cerca di portare avanti una tradizione” – spiega Marco.

Il signor Beretta oltre ad essere un appassionato, è tesserato e giocatore al Biliardo Club di Bordighera, attualmente ricopre anche la carica di responsabile provinciale della federazione biliardo. Ha iniziato da giocatore tanto tempo fa, poi ha dovuto interrompere per motivi di lavoro, ma appena ha potuto, ha ripreso e ormai sono già quasi sei anni che ci si dedica con più tempo.

“Non sono un giocatore di altissimo livello, mi difendo, per cui il mio allenamento è relativo, possiamo guardare a giocatori più forte di me, per esempio i master che abbiamo in provincia come Gianluca Paolino o Luciano Sablone, che per poter mantenere il loro livello, che è già importante per quello che riguarda sia la regione che la nazione, ci va un certo impegno dalle due alle tre ore al giorno di allenamento” – ci racconta – “Finora in carriera sono riuscito a vincere due gare e fare due semifinali di altre due, quindi diciamo che ho ottenuto un discreto risultato per quella che è la mia categoria. Quest’anno nelle competizioni abbiamo 6 CSB, centro sportivo biliardo, cioè sei locali che partono da Ventimiglia e arrivano ad Imperia (Ventimiglia, Vallecrosia, Bordighera, Sanremo, Arma ed Imperia), dove ognuno farà due gare a testa. Abbiamo un’affluenza media non altissima, ma per le prime quattro gare abbiamo 70 iscritti”.

Nel suo presente e nel futuro però ci confida che preferisce al momento raggiungere ottimi risultati come responsabile provinciale: “Gli obiettivi adesso sono più organizzativi in quello che è il mio ruolo, che risultati biliardistici, poi quando metto il gilet, che è l’abbigliamento tipico del biliardo, tolgo la giacca e cerco di batterli tutti per poter vincere. Svolgo due ruoli diversi, da una parte c’è il divertimento, la sfida, c’è molto meno stress, è più ludico come atteggiamento quello con il gilet anche se la competizione fa sì che ci sia una componente agonistica elevata; dall’altra l’organizzare mi piace perché ritengo che dove si organizzano bene le cose poi a cascata tutti quanti ne possano approfittare”.

L’obiettivo primario che si è posto, oltre a vincere il maggior numero di competizioni, è quello di riuscire a far conoscere maggiormente questa disciplina soprattutto ai giovani, che ormai quasi ignorano l’esistenza di questa tradizione. Per fare ciò, grazie anche all’aiuto ed all’impegno di Davide Lambiase, è stato aperto un profilo facebook dedicato “Imperia Biliardo” (su https://www.facebook.com/imperia.biliardo) dove si possono vedere tutte le gare commentate in diretta e inoltre al club è sempre posizionata una bacheca dove si possono trovare tutte le informazioni necessarie per mantenere sempre attivo il rapporto con le generazioni precedenti. Una strategia funzionale dunque quella pensata per unire il cartaceo alla tecnologia e ai social per permettere così a tutte le generazioni di entrare più facilmente nel mondo del biliardo.

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