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Amici e amici degli amici, sotto la lente dell’Asl il Centro prenotazioni parallelo

Finanza al lavoro per spulciare la documentazione sequestrata durante la trentina di perquisizioni commissionate dai pm Grazia Pradella e Marco Zocco

Sanremo. Il radiologo Paolo Oggero che aveva visitato i due gatti di un’amica potrebbe non essere l’unico caso di favori elargiti da professionisti in servizio all’Asl 1 Imperiese. Forse altre persone hanno beneficiare di trattamenti privilegiati e corsie preferenziali per “saltare la coda”. Il primo provvedimento dell’Asl, dopo la bufera giudiziaria di giovedì scorso, è stato notificato nei confronti dello stimato professionista in servizio al Borea di Sanremo, ma potrebbe non essere il solo.

Ma come detto ci sono altri aspetti della vicenda che ora il quartier generale di Bussana sta valutando con attenzione. In particolare si cerca di verificare un eventuale comportamento illecito, già peraltro contestato dalla Procura di Imperia, da parte di altri due dipendenti dell’azienda sanitaria locale e in particolare del primario Giovanni Bruno e dell’operatore amministrativo Giovanni Bestagno, entrambi in ferie.

La guardia di finanza sostiene che fosse il governo clinico e monitoraggio delle attività assistenziali il “cuore” dell’illecito sistema del centro di prenotazioni parallelo a quello ufficiale. Sarebbe stato messo in piedi un sistema ben oliato con dipendenti pubblici che, incaricati di tenere regolarmente sotto controllo il budget annuale assegnato alle strutture convenzionate, avrebbero invece curato gli interessi di persone amiche. 

Bocche cucite da parte dei vertici e in particolare del direttore generale Marco Prioli che da tre mesi guida l’Asl 1 imperiese. Sta lavorando con i collaboratori più stretti per capire che cosa sia realmente accaduto e soprattutto accertare i rapporti ed eventuali interessi illeciti con le strutture covenzionate con l’Asl e in particolare con i due centri di Bordighera “Zacchè” e “Servizi medici Hesperia” e col “Centro diagnostico srl” di Sanremo.

E naturalmente lavorano anche le fiamme gialle del maggiore Roberta Masci che stanno spulciando tutta la documentazione sequestrata durante la trentina di perquisizioni commissionate dai pm Grazia Pradella e Marco Zocco che hanno avanzato ipotesi di reato ben precise:  il peculato, la truffa ai danni dello Stato, il falso e l’abuso d’ufficio e anche la corruzione Finora nessuno della decina di indagati ha chiesto di essere ascoltato in Procura.

Se la tesi della magistratura imperiese fosse confermata, ci si troverebbe di fronte a reati particolarmente odiosi, considerando che i tempi di attesa per gli interventi e per gli esami in Italia sono uno dei maggiori problemi della sanità pubblica. Secondo l’Osservatorio civico sul federalismo in sanità di Cittadinanzattiva, un cittadino su quattro, fra gli oltre 26mila che si sono rivolti al Tribunale per i diritti del malato nel 2015, lamenta difficoltà di accesso alle prestazioni sanitarie per liste di attesa (oltre il 58%). Per motivi economici, liste di attesa e ticket rinunciano alle cure il 7,2% dei residenti: il 5,1%, ovvero circa 2,7 milioni di persone, lo ha fatto per motivi economici, la seconda causa sono le liste d’attesa. Nelle Regioni del Sud si riscontra la maggior quota di rinunce (11,2%); al Centro il 7,4% dei residenti e al Nord il 4,1%.

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