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Alla maratona di New York esulta anche Gianluca Oddone della Sanremo Runners con un crono di rispetto foto

"Mi godo la mia fatica e l'emozione che questa esperienza mi ha dato. Ringrazio tutti quelli che in qualche modo mi sono stati vicini"

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Domenica a New York è stato stabilito il nuovo record di partecipanti classificati con 51.250, di questi gli italiani al traguardo sono stati 2708, il gruppo estero più numeroso.

Un plauso lo merita di certo il nostro Gianluca Oddone (Sanremo Runners), 48enne ex ciclista, che ha ottenuto il valido riscontro cronometrico di 3h18:38 risultando 2267esimo assoluto, 120° degli italiani e, come ulteriore curiosità, classificandosi al terzo posto tra la cinquantina di podisti liguri presenti.

Questi i migliori liguri (con indicazione dell’età):
2h56:35 Siccardi Sebastiano (28 anni, Run Finale Ligure),
3h16:06 Cuocolo Lorenzo (41, Podistica Peralto Genova),
3h18:38 Oddone Gianluca (48, Sanremo Runners),
3h26:38 Calvini Giuseppe (41, Atletica Rapallo Genova),
3h37:59 Ferro Vittorio (31, Genova),
3h44:31 Sciaccaluga Roberto (41, Genova) ecc.

Il tempo di Oddone di 3h18:38 rappresenta la sua seconda migliore prestazione sulla distanza rispetto le sette maratone disputate, tutte corse negli ultimi 24 mesi. Quindi il suo primato personale di 3h13:59, conseguito quest’anno a Parigi, consolida la sua sesta posizione nella graduatoria stagionale ligure di categoria.

Nell’impegnativo, ventoso e straordinariamente affollatissimo percorso di New York, Gianluca ha fatto registrare questi tempi di passaggio: 5 km/22:48, 10 km/44:59, 15 km/1h07:30, 20 km/1h30:08, mezza maratona/1h35:11, 25 km/1h53:38, 30 km/2h17:13, 35 km/2h42:02, 40 km/3h07:35, 42,195 km/3h18:38.
Sull’insolita distanza di 35 km il crono di Gianluca curiosamente rappresenta anche il nuovo primato sociale di categoria della Sanremo Runners.

Questo il commento a caldo dell’atleta matuziano: “Al termine di questa giornata mi rimane la sensazione di aver vissuto un momento speciale. Una gara dura, ma unica per l’atmosfera che si respira. E mentre sono poco oltre il traguardo, tra i volontari che mi debbono consegnare l’agognata medaglia, ne spunta uno speciale, che mi abbraccia e me la mette al collo facendomi i complimenti. Beh lui questa gara l’ha vinta…

Allora quei piccoli rimpianti sulla gestione della mia maratona, su ciò che avrei potuto fare di meglio svaniscono e mi godo i complimenti ricevuti e di tutti i newyorkesi in festa. Mi godo la mia fatica e l’emozione che questa esperienza mi ha dato. Ringrazio tutti quelli che in qualche modo mi sono stati vicini, in particolare mio fratello Alessandro e i miei cugini Dina, Frank, Michela e Giulia, che mi hanno accolto con calore facendomi sentire a casa mia. Ho un’altra medaglia al collo e un’altra emozione da portare nel cuore… la dedico a Giulia e Matteo il cui pensiero mi ha accompagnato per le 26.2 miglia”.

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