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Agroalimentare e turismo, i pilastri dell’economia della provincia di Imperia foto

Tra le aree oggetto di studio figurano il corridoio della linea ferroviaria e il Parasio

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Imperia. Agroalimentare e turismo sono i due capisaldi sui quali poggia l’economia in Riviera, dopo che industrie importanti come l’Agnesi hanno ceduto il passo. Ad un mese dalla chiusura dello stabilimento di via Schiva a Oneglia, l’auditorium della Camera di Commercio ha ospitato l’assemblea annuale di Confindustria. “Un’occasione importante – ha sottolineato il presidente Alberto Alberti – per parlare della possibilità di ridisegnare le aree dismesse esistenti in città. Il nostro incontro di oggi – ha proseguito – vuole soprattutto rappresentare una forma di stimolo verso un cambiamento  nel modo di pensare. Tutti insieme possiamo farcela”.

A questo proposito è stato presentato il progetto di ricerca – Officina Imperia – Imperia Resiliente – per la riqualificazione urbana ed ambientale della città.  Si tratta di un laboratorio, coordinato dal centro di ricerca e progettazione d_Lab della School of Architecture and Design dell’RMIT University di Melbourne, con la collaborazione ed il supporto di Confindustria Imperia, il Comune di Imperia e il patrocinio dell’Ordine degli Architetti della provincia di Imperia. Iniziativa caratterizzata da un orientamento investigativo teso all’indagine ed alla visione di interventi architettonici e paesaggistici che sappiano offrire gradi di resilienza e sostenibilità urbana, sociale ed economica, attraverso la riqualificazione ed il recupero di edifici e spazi urbani esistenti, il cui 30 % è abbandonato. Tra gli invitati anche Vincenzo Boccia, presidente nazionale di Confindustria.

“I progetti trattati nel convegno, ed esibiti nella mostra collaterale – è stato sottolineato dal direttore degli industriali Paolo Della Pietra – sono focalizzati su aree di costa della città, con l’obiettivo di sperimentare livelli di integrazione tra spazi costruiti ed aperti, e di riutilizzare, rivegetare e riprogrammare spazi urbani negletti ed aree industriali ed infrastrutturali in disuso.”

Tra le aree oggetto di studio si segnalano: il corridoio della linea ferroviaria in via di dismissione e vari edifici correlati; alcune aree ed edifici inutilizzati del Parasio; l’area incompleta della marina e delle aree sportive (piscina e tennis) attigue; il parco urbano con il depuratore al proprio interno; gli edifici della ex-Italcementi ed altri edifici abbandonati lungo il torrente Impero ed alcune aree sul lato est della città, tra Calata Cuneo e il bordo orientale dell’ambito urbano della città.

I lavori, frutto di una collaborazione tra RMIT e Polimi, sotto forma di due studi di progettazione tenuti in parallelo e per mezzo di una forte integrazione tra le scuole di architettura ed architettura del paesaggio di queste due istituzioni universitarie, sono già stati esibiti e presentati pubblicamente quest’anno alla mostra internazionale di architettura “Reporting from the Front” della Biennale di Venezia e sono il risultato dell’attività di ricerca e di indagine progettuale svolta a tutt’oggi all’interno del laboratorio.

Il convegno e la mostra, e le fasi di organizzazione preparatorie, sono curati e coordinati da Mauro Baracco e Jonathan Ware, RMIT University, con la collaborazione della Confindustria di Imperia, ed il Comune di Imperia – un ringraziamento particolare va a Maria Teresa Parodi, architetto ed assessore alle attivita’ produttive, arredo e verde pubblico.

 

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