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Taggia: in tre anni la raccolta differenziata ha raggiunto il 74%, punto fermo la comunicazione fotogallery

Cassonetti con serratura per evitare migrazioni tra condominii; ventimila euro annui per l'informazione

Taggia.Il Comune di Taggia festeggia in questi giorni i tre anni di raccolta dei rifiuti urbani con il sistema “porta a porta”, e lo fa con ottimi risultati: siamo al 74 per cento di differenziata. Noi siamo partiti con una ottima comunicazione in fase di start up, ed abbiamo avuto subito un buon riscontro”.

Raccolta differenziata nel comune di Taggia

Non nasconde la soddisfazione Ivan Lombardi, che dalla sua posizione di “semplice” consigliere comunale ha seguito passo passo tutto l’iter della raccolta porta a porta per il comune. Un bel traguardo per l’amministrazione che in tre anni è riuscita a raggiungere e superare le quote di differenziata imposte dalla Regione e dalle normative comunitarie.

“Il punto fondamentale è la responsabilizzazione del cittadino e per fare questo bisogna informare. Prima di dare il via al servizio noi abbiamo svolto incontri con gli amministratori di condominio, con le associazioni di categoria, con le associazioni sportive e naturalmente con la cittadinanza cercando di spiegare puntualmente il metodo. Abbiamo fatto una analisi condominio per condominio per capire quali avevano a disposizione uno spazio adeguato, dove non esisteva questo spazio lo abbiamo dovuto cercare noi”.

Il Comune di Taggia ha quindi previsto nell’appalto del servizio, svolto dalla Docks Lanterna, un importo di ventimila euro all’anno per la promozione della differenziata, a carico della società privata. La comunicazione deve soddisfare anche un altro elemento: quello motivazionale. Bisogna far capire alla gente perchè è giusto fare la raccolta differenziata.

Un’altra scelta che caratterizza il servizio a Taggia è quella dei cassonetti con la serratura. Continua Lombardi: “Abbiamo voluto evitare che ci fosse una migrazione da un condominio ad un altro: è una tutela del singolo condominio ma anche una responsabilizzazione perché così ognuno è responsabile della sua batteria e di tutto quello che succede intorno. Costa un po’ di più perché le serrature ma sono fatte in modo che durante lo svuotamento si aprono da sole senza che gli operatori debbano avere le chiavi di tutti i cassonetti della città”.

Per quello che riguarda attività commerciali specifiche, come i ristoranti ad esempio?

“Perché il porta a porta funzioni bisogna avere frequenze veloci di raccolta delle materie putrescibili, che sono quelle che possono creare maggior disagio ai cittadini. Noi abbiamo due calendari diversi, uno per le attività commerciali e uno per le attività domestiche con diverse frequenze di raccolta, e valutiamo se aumentare la dimensione dei cassonetti a disposizione dell’attività commerciale oppure aumentare le frequenze di raccolta. Per i ristoranti ad esempio facciamo la raccolta dell’umido quotidianamente, mentre tentiamo di dilazionare la raccolta dell’indifferenziato lasciandola ai cittadini il più possibile per costringerli a dividere di più: è un buon metodo per far si che la raccolta abbia un risultato soddisfacente”.

Nessun mugugno alla partenza del servizio?

“Il mugugno è normale che ci sia quando c’è un cambiamento così importante, una percentuale di cittadini mugugna, una parte di cittadini che magari è più preparata è entusiasta perché si parte e aspettava questo sistema, poi ogni problema viene affrontato cercando una soluzione oppure imponendo il sistema.” E su questo punto Lombardi è molto chiaro: “Per una buona riuscita della raccolta ci deve essere la determinazione politica, perché se si comincia a cambiare qualcosa per andare incontro a uno o all’altro per questioni di simpatie il sistema salta”.

L’intervista si conclude con una nota sulle percentuali da raggiungere. “Non bisogna fare confusione sulla percentuale che la Regione Liguria e la Comunità Europea stanno imponendo: per ottenere il 45 per cento di riciclato non basta il 45 per cento di raccolta differenziata. Gli obiettivi di legge sono il 65 per cento di raccolta differenziata dal quale si ottiene più o meno quel 45 per cento di riciclato, perché bisogna tener conto della qualità della raccolta: la Comunità Europea ci impone la percentuale di quello che effettivamente verrà riciclato”.

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