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“Siate più umani”, lo sfogo di Rossella mamma di Lorenzo morto in utero a 6 mesi foto

Nella Giornata Mondiale del lutto perinatale, la sua storia sia momento di riflessione e crescita sociale

Riva Ligure. Ogni anno, in Italia, una gravidanza su 300 finisce con la morte del bimbo in grembo (more sleeping come dicono gli inglesi) o nelle ore prime successive. Un evento che riguarda 2500 famiglie. Qualcuno potrà dire che è un numero esiguo “…ma quando nel 3% ci sei tu, fa la differenza!” commenta oggi, in esclusiva a Riviera24, la rivese Rossella Cerea che, tre anni fa, ha vissuto la drammatica esperienza della morte in utero (così si chiama se avviene oltre la 24esima settimana di gestazione) del suo piccolo Lorenzo e che, a ridosso della Giornata Mondiale del lutto perinatale che si celebrerà sabato 15 ottobre, a gran voce sottolinea quanto le strutture ospedaliere non sappiano assolutamente gestire questo tipo di problematica. “Chiedo che la ginecologia di Sanremo e quella di Imperia si parlino di più, che, a cadenze periodiche, realizzino corsi o conferenze in cui tutto il personale sanitario sia presente per ascoltare cosa davvero significa. In questa provincia, infatti, bisognerebbe fare un grosso lavoro sulla parte ‘umana’ oltreché  linguistica e scientifica. Invece scatta il panico: non sanno come parlarsi tra loro, non sanno cosa dirci. Quello che si percepisce è ‘nooo! Ci è capitata questa tegola! E adesso chi se la regge? Liberiamocene il prima possibile!’. Intendiamoci, non mancano le risorse, è che non si vogliono gestire”.

Mentre mi tagliavano per fare il cesareo, - prosegue la signora ricordando il giorno di quell’estate del 2013 - il medico mi disse ‘non guardare che ti fa impressione’. Questo è gravissimo perché io e questo bambino abbiamo vissuto in simbiosi per 32 settimane. Se il personale sanitario capisse che noi siamo ‘genitori’, e che anche solo il fatto di toccare nostro figlio è una risorsa incredibile. A differenza infatti dei genitori ‘normali’ che hanno tutta la vita per guardare i propri figli, toccarli, parlargli, a noi è consentito solo quel momento. E poi mai più”.

Seppellire un figlio è la cosa più contro natura che possa esistere. “E’ una disperazione totale, di quelle che ti tolgono il fiato e la voglia di vivere”. La necessità di poterlo vedere è dunque insopprimibile…perché è un pezzo di se. E a questo pezzo la mamma deve trovare una collocazione. E’ come un cerchio che si deve chiudere, altrimenti quel vuoto diventa una voragine “perché prima di tutto si è e si rimane ‘madre’ “. Sono esperienze che segnano in tutti i punti di vista, e quando si ricomincia niente è come prima: tutto ha un sapore diverso. Anche nel quotidiano si impara il vero gusto della vita. “Per me aver avuto Lorenzo vuol dire avere un paio di occhi nuovi. E adesso la mia priorità è fare che i genitori colpiti da questo dramma non si sentano come all’epoca mi sono sentita io: ‘diversa’ (quasi fossi stata contagiosa) in ospedale e poi abbandonata a me stessa una volta uscita. Essere capiti, invece, ti da forza perché non ci si sente più soli”.

Rossella e suo marito da questo vortice pian piano ne sono usciti, con fatica. Ad aiutarli l’Associazione CiaoLapo  una onlus a carattere scientifico fondata dieci anni fa una coppia di medici toscani che avevano vissuto la stessa esperienza e che ora si occupano di seguire i genitori ‘speciali’ come loro. “Una realtà associativa in cui, per la prima volta, sono considerata la mamma di Lorenzo”. In Liguria i referenti di CiaoLapo offrono sostegno con gruppi di aiuto per i genitori in lutto attivi a Genova, presso l’ospedale Gaslini, e ad Albenga, presso il distretto sanitario albenganese. Sulla scia di questa onlus, Rossella da più di un anno sul nostro territorio ha così fondato AMALI – Verso l’alba, il gruppo di automutuoaiuto per genitori speciali che hanno perso figli.

Ed è proprio CiaoLapo, nella prossima Giornata Mondiale del lutto perinatale, ad organizzare ad Albenga “comuniCare. Aspetti comunicativi come base dell’alleanza tra operatori e paziente nel lutto perinatale”, il convegno scientifico aperto anche alla cittadinanza in cui diverse figure sanitarie si confronteranno davanti a una platea di professionisti e genitori sull’importanza delle parole, come strumento di cura nelle situazioni di perdita perinatale. Nell’ambito del convegno sarà inoltre inaugurata la mostra fotografica promossa da CiaoLapo “Madri sospese” creata dalla fotografa e mamma speciale Alessandra Fucillo, che racconta, attraverso le immagini, il percorso di cura e di elaborazione del lutto perinatale di molti genitori che si sono offerti volontari.

Leggi qui la risposta dell’Assessore alla Sanità Sonia Viale a questa drammatica storia: https://www.riviera24.it/2016/10/giornata-mondiale-del-lutto-perinatale-sonia-viale-oggi-sanita-piu-vicina-alla-persona-237139/

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