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“SI, sono malato”. Emozione e speranza nel concerto di Amedeo Grisi contro la SLA fotogallery

Il cantante sanremese ha reso noto il suo travaglio che dura da più di un anno

Sanremo. “Si, sono malato”. Emozione e speranza ieri sera hanno avvolto il Teatro Ariston per “Fino alla fine”, il concerto che l’artista sanremese Amedeo Grisi ha tenuto nell’obiettivo di raccogliere fondi da destinare all’Ospedale San Raffaele di Milano – Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico per i progetti di ricerca finalizzati a sviluppare nuove terapie del motoneurone e, in particolare, la Sclerosi Amiotrofica (SLA). All’apertura dello spettacolo, Amedeo ha così reso noto il travaglio che da un anno lo sta attanagliando e che adesso, evidentemente, non se la sentiva più di tener nascosto. Ora, così, lo scopo benefico per il quale il cantante ha pensato e realizzato questo straordinario evento assume rilevanza umana e sociale ancora maggiore.

Ma a questa serata Amedeo ha voluto dare un’impronta tutt’altro che triste: appassionante, coinvolgente, gioioso. Tutti gli aggettivi più belli che il cuore sa suggerire calzano a pennello nel bilancio dell’Amedeo & friends che ha permesso alla sala di gustare grande musica.

Sul palco, con il nostro chansonier made in Sanremo, artisti di calibro ma soprattutto grandi amici di Amedeo che hanno raccolto e condiviso l’alto fine sociale di questa serata: Massimo Di Cataldo, Luca Colombo, Sergio Moses Moschetto, Monia Russo. Con loro ha anche duettato creando atmosfere magiche. Al fianco di Amedeo la sua grande band formata da Gabriele al sax, Fabio Meghetto alle tastiere, Marco Cravero alla chitarra, Fabrizio Barbera alla chitarra, Max Matis al basso e Stefano Tempestini alla batteria, Amedeo Grisi ha proposto a tutto il pubblico in sala brani del suo album Femmina uscito nel 2014 e poi cover di gruppi noti, come gli U2, i Police, Battisti e Grignani. Applauditissime, poi, le anticipazioni del suo nuovo lavoro discografico Invisibile, in uscita nei prossimi mesi.

Momento brillante anche per la giovanissima Deborah Orsino che, emozionata ma assolutamente impeccabile si è esibita al piano con una classe ed una bravura formidabili.

Per tutta la serata, a sfondo del palco sono scorse le immagini dei quadri di Amedeo Grisi, sua recente passione. Inoltre all’ingresso del Teatro Ariston è stata posizionata un’urna per la racconta delle ulteriori offerte.

Questo progetto, che fa della musica un viatico umano, è da tempo desiderio del nostro artista sanremese che oggi, nel day after, conquista così un indiscusso successo che va al di la dello spettacolo poiché, come lui stesso ha avuto modo di spiegare  ”quelle neurodegenerative sono patologie che ci spogliano delle energie, delle nostre capacità, lentamente ma inesorabilmente. Sono malattie invisibili, che ti portano via le passioni, e pian piano la vita. E’ perciò indispensabile aiutare la ricerca e dare una speranza a tutti coloro che sono affetti da queste gravi patologie”. Convinto ne è anche il Primario Neurologo del San Raffaele Prof. Giancarlo Comi che, intervenuto sul palco, ha confermato quanto sia nelle sue priorità dare finalmente quelle vitali risposte terapeutiche che ad oggi queste malattie ancora non hanno.

Perché, come ama dire Amedeo Grisi, “dalla speranza nasce la forza, dalla forza interiore nasce il coraggio di affrontare la malattia”. E il titolo “Fino alla fine” ne è bandiera.

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