Sette Comuni del Golfo Dianese uniti per far crescere il territorio

Un progetto condiviso tra amministrazione, associazioni, esercenti, cittadini, istituzioni

Diano Marina. Immaginiamo i 7 Comuni del Golfo Dianese uniti in una sola entità, per far massa critica non solo demografica, ma di attività e patrimoni artistici-culturali. Insieme, coordinati, determinati, potrebbero attirare la golosità di place da parte di città importanti. Ciò spingerebbe a realizzare importanti gemellaggi con loro, pro crescita totale reciproca in simbiosi.

“Ecco la proposta della mia idea e credo una utile azione possibile – illustra così il suo progetto lo studioso e ricercatore Luigi Diego Elena –  Diventare un vero unico, compatto potenziale da grande centro turistico variegato, specializzato e organizzato per essere interessante e appetibile per attirare investimenti utili a grandi iniziative turistiche. Una massa critica credibile coerente con la sua missione principale: turismo. Da lì parte il rilancio e la competitività”.

Secondo Luigi Diego Elena “il Golfo assumerebbe una struttura coerente con le nuove sfide, scegliendo i corretti gemellaggi che davvero mettono in moto un grande e qualificato flusso di visite e permanenze.
Un Golfo almeno per il turismo in una fase costituente ed inedita comunione di intenti. Insieme per una soluzione strategica a problemi ereditati e aperti, nonché tracce per nuovi percorsi dalle domande da soddisfare”.

I presupposti sono quelli di una governance capace di predisporre un progetto coinvolgendo le 7 comunità aprendo nuove porte e finestre a idee e relazioni pro atti di programmazione e progetti concreti. “Eccolo allora il lavoro utile che deve necessariamente partire da un progetto condiviso tra amministrazione, associazioni, esercenti, cittadini, istituzioni al fine di realizzare qualcosa di fattivo e credibile per tutte le componenti sociali, economiche, culturali per una crescita turistica dei Comuni nel contenitore dall’alto potenziale attrattivo del Golfo Dianese – dice Elena –  Un Golfo impavesato singolarmente di strutture, infrastrutture, servizi, degni dell’appartenenze ad esempio alle Bandiere Arancioni , alle bandiere Lilla o ai Borghi più belli d’Italia, in quanto certificati di garanzia di qualità della loro specializzazione che completa gli altri. Le due cose ci consentirebbero di realizzare un più ambizioso e positivo progetto per la realizzazione di reti nazionali ad esempio con “I Borghi più belli” di altri Paesi, per una successiva loro adesione alla “Federation des Plus Beaux Villages de la Terre”, di cui fanno già parte le reti d’Italia, Francia, Belgio, Canada e Giappone”.

Per Elena “l’obiettivo fondamentale è quello di favorire attraverso Conferenze, Contatti ed Incontri lo sviluppo del turismo anche nei piccoli centri abitualmente esclusi dai percorsi tradizionali e sviluppare rapporti di amicizia, fratellanza, pace e collaborazione fra i Borghi nonchè la promozione culturale, sociale ed economica delle singole realtà aderenti, programmando anche lo scambio di turisti.
Ecco allora che si forma un percorso fatto, per la programmazione degli ulteriori passaggi necessari e per l’elaborazione, la discussione e l’approvazione di progetti da condividere tra i rappresentanti dei Paesi interessati”.