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Sanremo, prendono una multa con l’auto della madre morta: sanzione annullata e spese legali pagate dal Comune

Strano caso di giustizia civile che coinvolge due figli orfani di madre, il Giudice di Pace e i vigili urbani

Sanremo. Strano caso di giustizia civile che coinvolge due figli orfani di madre, il Giudice di Pace e i vigili urbani.

Nel 2015 fratello e sorella venivano contravvenuti dalla Polizia Municipale di Sanremo per un divieto di sosta commesso con l’auto ancora intestata alla loro defunta madre. I figli sono stati multati in qualità di “presunti eredi” ma al momento della contravvenzione i due non avevano ancora accettato il lascito. Si sono così rivolti allo Studio Legale Roggeri & Grappiolo di Arma di Taggia che li ha aiutati ad espugnare la causa.

Secondo la legge infatti chi è chiamato in eredità ha 10 anni di tempo per effettuare la formale accettazione del bene. Inoltre, con riguardo al caso specifico, l’art. 196 del Codice della Strada stabilisce che della multa rispondono con il conducente, se identificato o il proprietario o l’usufrutturaio o l’acquirente o il locatario.

Non essendo così vincolati al pagamento della multa ed essendo risultato inutile inviare la richiesta di annullamento in “autotutela” (cioè spontaneamente, riconoscendo l’errore, onde evitare il costo della difesa ed il danno della sconfitta in causa, in virtù del principio di “buon andamento della Pubblica Amministrazione”, di cui all’art. 97 della Costituzione) poiché il Comune non ha sentito ragioni; i presunti trasgressori hanno proposto ricorso al Giudice di Pace di Sanremo chiedendone la cancellazione per la predetta violazione di legge. Ma non solo. Il ricorso prevedeva anche la condanna del Comune di Sanremo a rimborsare a fratello e sorella le spese legali occorse per difendersi. Spese generalmente compensate, ovvero sostenute dalle singole parti in causa senza farsi carico di quelle di controparte.

Ebbene, il Giudice di Pace dopo aver verificato che l’auto non fosse ancora stata ereditata realmente dai ricorrenti, ha accolto il ricorso e condannato il Comune a rimborsare loro le spese legali.

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