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Aggressioni sui bus, i sindacati sul piede di guerra: “Pene più severe contro i bulli”

Solo pochi giorni fa un autista è stato aggredito dal padrone di un dogo argentino

Imperia. Bulli sui pullman che non timbrano il biglietto e che non rispettano gli altri passeggeri. L’ultimo caso è di pochi giorni fa quando un autista di un bus della Riviera Trasporti, è stato aggredito con un pugno in faccia ad una fermata lungo l’Aurelia, a Vallecrosia, dal fidanzato di una passeggera alla quale aveva impedito di salire sull’autobus con il cane, un dogo argentino, senza museruola. Dopo la violenta reazione i due sono fuggiti. Episodi gravi che hanno preoccupato gli stessi autisti dell’azienda di trasporto pubblico locale.

“Capita sempre più spesso di finire nel mirino di passeggeri maleducati. Bulli che salgono sui bus anche senza biglietto e che con tanta spavalderia in corpo non esitano a insultare o come nell’ultimo caso ad aggredire l’autista”, sottolinea Marco Ghersi, sindacalista della Cisl. Per fortuna non succede come in altre parti d’Italia dove addirittura si assiste a vere e proprie rapine. Nel napoletano gli autobus hanno la cabina blindata proprio per evitare aggressioni. “Qui non ci sono situazioni del genere – dice il sindacalista – ma in certe ore della giornata, soprattutto la sera, bisogna tenere gli occhi aperti. Può capitare di trovarti di fronte a balordi che salgono sul pullman e che cominciano a disturbare gli altri passeggeri. In quel caso chiedi l’intervento delle forze dell’ordine”.

E contro le aggressioni non solo verbali, ma anche fisiche? Il numero è imprecisato, ma ci sono dipendenti della Riviera Trasporti che hanno deciso di seguire corsi di autodifesa. Non si tratta di corsi consigliati o gestiti dall’azienda, ma di decisioni prese in piena e assoluta autonomia. “Il vero problema – sottolinea Ghersi – è che ci vorrebbero pene più severe per chi viola la legge”. Capita sempre più spesso di dover fare i conti anche con migranti che salgono sul bus senza biglietto. Se il personale viaggiante decide di farli scendere rischia di essere aggredito.

“Se quelli vengono arrestati e condannati, la pena di due o tre mesi da scontare per loro è come bere un bicchiere d’acqua – dice Ghersi – Al loro paese, reazioni del genere, sono sicuramente punite con maggiore severità”.

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