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Presentato Piemex, l’economia locale sta cambiando direzione foto

L'obiettivo è naturalmente quello di invogliare più persone ad usare canali di credito alternativi a quelli tradizionali

Imperia. Si chiama “Piemex” ed è una “moneta” destinata a cambiare la moda di fare acquisti in Riviera. E’ una novità che secondo il quotidiano economico The Economist avrà una diffusione capillare e rappresenterà il futuro rispetto ai sistemi di credito e pagamento tradizionali.

“Piemex” è stata presentata questa mattina alla Camera di commercio dai suoi promotori in Liguria ovvero Luca Giovannetti, Maurizio Nico, Federico Crespi, Isabella Barreca e Franco Negri.

Si tratta di un sistema di misura e di scambio di debiti e crediti interno a un circuito di aziende, fondato sul principio che se qualcuno produce beni o servizi con un potenziale mercato da parte di altre aziende del circuito, questo è già di per sé un valore, indipendentemente dalla liquidità; quindi il circuito può generare ricchezza prima che si materializzi il denaro.

“Punto di forza del meccanismo: accedere ad un canale di finanziamento supplementare ad un costo più basso rispetto ai canali tradizionali”, é stato detto durante la conferenza stampa. Inoltre è possibile acquistare prodotti e servizi al costo marginale. Il risparmio che il circuito garatisce a ciascuna azienda risiede nel fatto che tutti gli acquisti effettuati sono pagati attraverso vendite aggiuntive e quindi al costo marginale.

L’obiettivo è naturalmente quello di invogliare più persone ad usare Piemex per acquisti aziendali. Come detto è una moneta a interessi zero quindi si deve per forza di cose metterla in circolo. E’ ancorata all’economia del territorio perché funziona solo in Liguria e in Piemonte e per le aziende locali e restituisce potere d’acquisto alle imprese attualmente soffocate dalla morsa della crisi.

“In un periodo come questo – si legge nella nota aziendale di Piemex.net – l’adesione al nostro sistema permette di migliorare le performances d’affari, ottimizzare ingressi e uscite, ma anche di ridurre, al tempo stesso, la propria esposizione bancaria”.