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Morte di Gabriele Sabattini, la mamma Simona: “Mi sento tradita dalla giustizia italiana”

Doveva essere definita la pena nei confronti del romeno ma per un suo impedimento l'udienza è stata aggiornata al 20 ottobre

Sanremo. Si è svolta questa mattina in tribunale ad Imperia la seconda udienza inerente alla morte del 19enne Gabriele Sabattini, avvenuta in un incidente stradale nel luglio 2015 in corso Mazzini a Sanremo per via di uno scontro con un’auto condotta da un cittadino romeno. Quest’oggi doveva essere definita la pena nei confronti del romeno ma per un suo impedimento la questione verrà discussa il prossimo 20 ottobre.

Questo slittamento ha amareggiato ancor di più la mamma del povero Gabriele che aspetta ma soprattutto chiede una giustizia vera. “La vita di mio figlio non vale nulla, mi sento presa in giro dallo Stato. Provo grande amarezza e delusione, mi sento tradita dalla giustizia italiana. Per assurdo – prosegue la mamma Simona Panico – se il fatto fosse avvenuto in Romania la pena sarebbe stata più pesante.”

Già la pena: al momento della morte di Gabriele la legge sull’omicidio stradale non era ancora entrata in vigore e non ci si può neanche valere sulla retroattività. Così la condanna per lo straniero sarebbe stimata in tre anni ma essendo incensurato potrebbe cavarsela in una maniera più soft, magari scontandola presso i servizi sociali.

Questa è ovviamente una supposizione e pertanto si attende il pronunciamento dei giudici imperiesi il prossimo 20 ottobre. E’ chiaro che nessuna condanna potrà ridare Gabriele a sua mamma, ma almeno che la sentenza possa essere un esempio e soprattutto sensibilizzare l’opinione pubblica nell’essere prudenti quando si è alla guida di un mezzo.