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Migranti, il V.E.O.S.P.S.S. invia una petizione al Parlamento Europeo e scrive agli Stati Europei

La proposta facilmente realizzabile per risolvere il problema dei profughi immigrati in Europa

Seborga. L’attività di politica internazionale del V.E.O.S.P.S.S. – Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis non conosce sosta.

L’Ordine templare si è occupato del problema dell’immigrazione dei profughi in Europa, inviando una petizione ufficiale al Parlamento Europeo e scrivendo agli Stati Europei proponendo una soluzione che favorisca l’integrazione dei profughi e renda più semplice la gestione degli stessi.

Secondo il V.E.O.S.P.S.S., gli Stati Europei devono istituire una “tavola rotonda” di cooperazione e chiedere l’intervento immediato di quegli Stati, come Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Turchia, che possano favorire l’integrazione dei profughi immigrati di religione islamica. Gli Stati sopra indicati soddisfano i parametri indicati dall’Ordine, ossia una rapida possibilità di integrazione sociale su base linguistica, culturale e religiosa, la necessità di manodopera, la disponibilità economica e quella territoriale. Questi Stati dovranno farsi carico di accogliere tutti i profughi di religione islamica, mentre l’Europa continuerà ad accogliere i profughi di religione cristiana.

Questa nuova “coalizione” di Stati favorirà l’integrazione di tutti i profughi immigrati, decongestionando gli afflussi degli stessi e rendendo molto più rapida la loro gestione. Una soluzione facilmente realizzabile: ora tutto dipenderà dalla reale volontà di risolvere il problema degli Stati Europei.

La petizione inviata al Parlamento Europeo:

“Spett.le
Presidente della commissione per le petizioni
European Parliament
B-1047 BRUSSELS
Belgium

Oggetto: Proposta di soluzione al problema dei profughi immigrati in Europa.

Il V.E.O.S.P.S.S. – Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis, istituzione di ispirazione laico-monastica cistercense-templare, iscritta in Italia in forma associativa presso il Tribunale e l’Agenzia delle Entrate, con Codice Fiscale 96081830042, nella persona dei Membri del Gran Consiglio, vista la continua affluenza di profughi in Europa e il conseguente rischio, ormai concreto, di un esodo di massa di immigrati provenienti dagli Stati africani e del Medio Oriente, considerando che gli Stati Europei non possono continuare ad accogliere illimitatamente e indiscriminatamente tali immigrati, con la presente desidera proporre una soluzione alla questione dell’immigrazione indiscriminata in Europa.

La situazione attuale dell’immigrazione in Europa dei profughi provenienti da diversi Stati africani e del Medio Oriente è insostenibile. Il fenomeno, così come affermato giustamente da tutti, è ormai un problema internazionale, che deve coinvolgere non solo gli Stati Europei, ma anche molti altri Stati.

Per decongestionare il flusso migratorio in Europa e per favorire una rapida integrazione dei profughi, è necessario istituire una “tavola rotonda” di discussione e coinvolgere, oltre agli Stati Europei, anche quegli Stati che siano in grado di coadiuvare l’Europa.

Gli Stati non europei che devono assolutamente intervenire e coadiuvare l’Europa, devono soddisfare i seguenti parametri:

- rapida possibilità di integrazione sociale su base linguistica, culturale e religiosa.
– necessità di manodopera.
– disponibilità economica.
– disponibilità territoriale.

Gli Stati Europei devono dunque chiedere l’intervento immediato di quegli Stati che soddisfano i requisiti sopra indicati, ossia Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Turchia e altri Stati da individuarsi. Questi Stati dovranno farsi carico di accogliere tutti i profughi di religione islamica, mentre l’Europa continuerà ad accogliere i profughi di religione cristiana.

I profughi di religione islamica verrebbero accolti in Stati in grado di garantire un’integrazione immediata (lingua simile, stessa cultura e stessa religione), con una notevole disponibilità economica (in grado quindi di “assorbire” l’impatto economico derivato dal grande afflusso di immigrati), con una necessità di manodopera e disponibilità territoriale (Stati come Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar hanno disponibilità territoriale notevole).
Questi Stati, noti per la loro grande civiltà, non avranno certo difficoltà ad accogliere soggetti simili a loro e a favorire una rapida integrazione.

I profughi di religione cristiana, per contro, verrebbero accolti in Europa con la garanzia di un’integrazione rapida e senza problemi. Questa nuova “coalizione” di Stati favorirà l’integrazione di tutti i profughi immigrati, decongestionando gli afflussi degli stessi e rendendo molto più rapida la loro gestione.

Sicuramente Stati altamente civili come Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Turchia non avranno certo problemi (ce lo auguriamo) a collaborare con l’Europa e in particolare con la U.E.

Restando a disposizione per qualsiasi collaborazione, porgiamo distinti saluti.

Seborga, 30 Ottobre A.D. 2016

Firmato

Il Gran Priore, Fra Riccardo Bonsi
Il Gran Priore Vicario, Fra Sandro Vinciguerra
Il Segretario generale, Fra Alessio Rossi
Il Gran Cancelliere, Fra Valter Barbero
Il Tesoriere Generale, Fra Antonino Cao”.

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