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Imperia, marito ubriaco e drogato minacciava e picchiava la moglie davanti al figlio di 5 anni, condannato a tre anni e quattro mesi

Lo stesso bambino aveva raccontato, impaurito, "papá ha bevuto e picchiato la mamma"

Imperia. Violenze e maltrattamenti andati avanti per cinque anni e l’ex moglie terrorizzata si era rivolta al Centro antiviolenza di Imperia. Un marito violento che umiliava la moglie anche davanti al figlioletto di appena cinque anni con ripetute minacce di morte anche nei confronti dei suoi genitori. La donna, terrorizzata incapace di difendersi, era stata addirittura minacciata di morte dopo che l’ex marito le aveva puntato il coltello alla gola. Lo stesso bambino aveva raccontato, impaurito, ‘papá ha bevuto e picchiato la mamma’.

Oggi Z.A., quarantenne, è stato condannato a tre anni e quattro mesi di reclusione dal giudice del tribunale Domenico Varalli. Per la parte civile, sostenuta dall’avvocato Eva Rocca, è stato ottenuto un risarcimento di 25 mila euro. Il suo legale Erminio Annoni aveva chiesto di non condannare l’uomo ma semmai di aiutarlo e quindi a farlo curare. L’uomo, ubriacandosi e assumendo droghe, in questa relazione diventata difficile e complessi, aveva anche aggredito la moglie tirandole un calcio dopo il parto del figlioletto. Spesso andava in escandescenza anche quando erano stati in vacanza in Abruzzo. Una convivenza difficile tra marito e moglie peraltro confermata sia dai genitori dell’uomo sia della donna e subita passivamente anche dal figlioletto di appena cinque anni pure lui terrorizzato da quelle continue aggressioni.

La ex moglie, nonostante le intimidazioni, aveva più volte tentato di cambiare la vita della famiglia diventata difficile cercando di convincere il marito estremamente violento a smettere di bere e anche a drogarsi che trascorreva le giornate tra giochi al computer e guerre di soft air, la sua passione. ‘L’aveva addirittura minacciata dicendole ti sgozzo’, ha detto oggi in aula il legale della parte civile. Il papá del marito violento in aula lo ha definito addirittura ‘una bestia’ proprio perché beveva ed aveva comportamenti violenti anche con i genitori. Una storia di vessazioni e continui episodi di soggezione iniziata nel 2007 e andata avanti fino al 2012.

Lei, senza lavoro dopo la nascita del figlioletto ed aveva come unico sostegno economico il lavoro del marito, terrorizzata si era rivolta anche al centro antiviolenza prima di Savona e poi di Imperia. Aveva sostenuto ben diciassette sedute psicologiche proprio perchè turbata dalle violenze. Era stata costretta a subire violenza sessuale e nuove umiliazioni. La sera di Natale 2012 la donna era stata nuovamente minacciata tanto che era stata avvertita la polizia.

I tre agenti della questura, intervenuti quella sera, erano stati minacciati di morte con una pistola giocattolo priva del tappo rosso. L’uomo era stato arrestato e accompagnato all’ospedale in ambulanza per un tso dopo che gli agenti avevano fatto irruzione nell’abitazione. Pure loro si erano resi conto della pericolosità dell’imputato. Anche i genitori della donna avevano paura e si erano nascosti per sfuggire alla furia di Z.A.. Ma gli episodi sono andati avanti anche dopo la separazione con una nuova compagna tanto che era stato arrestato dai carabinieri.

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