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Il fotografo Benedusi, l’anonimo e l’Agnesi: “Il fatto che un’industria chiuda non mi piace per nulla” foto

Risponde ad una lettera anonima ricordando il dramma dei lavoratori del pastificio ormai prossimo alla chiusura

Imperia. “Il fatto che un’industria (l’Agnesi ndr) chiuda e dei posti di lavoro siano a rischio non mi piace, non mi piace per nulla”. Il post lo scrive dalla Lombardia ma con Imperia nel cuore Settimio Benedusi, fotografo apprezzato nella città capoluogo di provincia. Lo scrive in risposta ad una lettera che uno o alcuni imperiesi gli hanno inviato a casa, spedita da Milano, chiedendogli di ricordarsi anche del pastificio Agnesi ormai prossimo alla chiusura. Gli propongono anche una “bella passeggiata da Imperia a Milano vendendo fotografie”.

Lui risponde di essere contento che ogni tanto gli imperiesi si possano ricordare di lui e delle sue iniziative. Ma non si spiega il perché qualcuno gli abbia scritto in forma anonima. “Una tale forma di comunicazione si fa o nel caso faccia paura il destinatario (faccio paura io?!? ma no, dai!) o nel caso abbia paura il mittente (di cosa mai dovreste aver paura?!?): mi pare di capire che sia a me che a voi stia a cuore il bene di Imperia e quindi penso sarebbe molto meglio parlarsi e confrontarsi senza filtri che garantiscano l’anonimato”, sottolinea il fotografo professionista.

lettera benedusi anonima

E Benedusi entra nel merito della questione. “Il fatto che un’industria chiuda e dei posti di lavoro siano a rischio non mi piace, non mi piace per nulla. Penso però che io, per meriti non esclusivamente miei, possa essere in grado di analizzare le questioni (e soprattutto voglio analizzare le questioni) in una maniera lungimirante, moderna e contemporanea. Avrai sicuramente letto sul giornale (perché non dubito che tu compri tutti i giorni i maggiori quotidiani, al venerdì L’Internazionale e magari anche uno sguardo al New York Times) di tutte le città del mondo che si stanno trasformando in città senza automobili: ecco il mio orizzonte temporale non è dopodomani ma il “tra 50 anni”.

E quindi? “E quindi non so – sottolinea Benedusi –  Mi sembra assurdo che tutto questo si tramuti in una guerra tra poveri, quando penso sarebbe meglio focalizzare tutte le nostre energie affinché questa città migliori. Io qualcosina ho provato a farla, lanciando grida (a volte è necessario urlare per farsi ascoltare…), facendo mostre e dando voce a lavoratori che fino ad ora voce ne hanno avuta poca. E tutto questo gratis e senza alcun tornaconto, se non il benessere futuro della città dove sono nato: tutto ciò merita lettere anonime come nel peggior stile mafioso? Ti/vi ringrazio, se volessi scrivermi penso sarebbe molto meglio parlarne guardandosi in viso, no?”.

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