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Gruppi cittadini sotto attacco hacker: potrebbe succedere anche nell’imperiese?

Hacker contro i gruppi “Sei di.... se”. Profili con insulti nei confronti di altri iscritti. L'ultimo caso a “Sei di Trento se...”

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Gestite un gruppo su Facebook? Oppure siete iscritti e all’improvviso alcuni membri iniziano ad offendere usi, costumi, persone, pubblicano annunci fasulli con immagini oscene e provocano discussioni con utenti che vengono fatti oggetto di minacce? Bene, se tutto questo succede in modo più aggressivo di quel che già succede normalmente, e sopratutto se quei commenti o comportamenti non sono in linea con lo spirito normale del gruppo, fate attenzione: il gruppo al quale siete iscritti potrebbe essere stato hackerato e gli amministratori estromessi dal controllo. E’ quanto è già avvenuto in diverse parti d’Italia a gruppi Facebook particolarmente numerosi. L’ultimo attacco segnalato è quello al gruppo “Sei di Trento se…” che da ieri è stato sottratto ai legittimi amministratori.

Secondo quanto riportato oggi da La voce del Trentino.it l’attacco al gruppo, che aveva festeggiato pochi giorni fa in un locale di Trento il superamento dei dodicimila iscritti, è stato rivendicato da un gruppo di ispirazione anarchica dal nome Nameless, attivo già dal 2014 quando si verificarono i primi attacchi ai gruppi facebook ad opera di un’altra organizzazione denominata “Shitstorm”.

Secondo alcuni gruppi di discussione il meccanismo per appropriarsi dell’amministrazione di un gruppo è il seguente. Gli hacker, anche se il termine può considerarsi forse improprio, entrano nel gruppo con profili apparentemente normali: in alcuni casi, a puro scopo di disturbo, agiscono con istigazioni di tipo razzista, come si vede nella foto presa dal sito, senza escludere attacchi nei confronti dei meridionali, insultando i membri e falsando ogni discussione.

Lo scopo principale però è un altro: sostituirsi ad un amministratore del gruppo rubandone la password, dopo di che rimuoverlo assieme agli altri amministratori e prenderne il posto. A questo punto il gruppo non è più gestibile dall’amministratore reale, che non può neanche intervenire per avvisare gli iscritti: l’attacco diventa evidente solo successivamente quando gli hacker aggiungono il loro logo a quello del gruppo, come è accaduto ieri a “Sei di Trento se…”.

E’ importante a questo punto sottolineare che i gruppi racchiudono, e in qualche modo illustrano, la vita di migliaia di persone accomunate da una passione, una fede politica o un qualunque altro interesse comune.

La difesa dagli attacchi non è difficile: gli esperti sono concordi sul fatto che non si tratta di veri e propri hacker con capacità particolari, e quando colpiscono è quasi sempre perchè riescono ad individuare il punto debole nel profilo di qualche amministratore riuscendo a risalire alla sua password.

Quasi tutti i gruppi del tipo “ Sei di …. se” sono nati infatti in modo amatoriale e in molti casi gli amministratori non sono particolarmente attenti nel proteggere i propri dati sensibili. Insomma, il consiglio agli amministratori dei gruppi cittadini è quello di dare una controllatina al proprio profilo per renderlo più sicuro e inattaccabile da questi pseudo hacker, per non sprecare tutto quel che è stato realizzato con tanta fatica.

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