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Giro di vite sul lavoro sommerso, raffica di controlli in tutta la Riviera di Ponente

Già emerse numerose irregolarità soprattutto nell'edilizia nonostante la crisi abbia fortemente penalizzato il settore

Imperia. Una «condizione patologica in piena e inevitabile sintonia con il più vasto tema dell’economia “sommersa”. È il fenomeno del lavoro irregolare e nero che, secondo i dati di una ricerca Uil, tra 2006 e 2015 ha visto l’evasione accertata di contributi e premi raggiungere i 16 miliardi di euro, vale a dire 1,5 miliardi di euro l’anno.

La Liguria è la Regione con la più alta incidenza di aziende irregolari (73,5%). In nero sono il 53,1% dei lavoratori trovati irregolari. Lo studio del Servizio politiche attive e passive del lavoro del sindacato riguarda le ispezioni
eseguite dal ministero del Lavoro, dall’Inail e dall’Inps, che hanno indagato ogni anno su circa 270mila aziende riscontrando un tasso di irregolarità del 65,5%: i lavoratori irregolari sono 250mila in media l’anno, mentre quelli propriamente in nero sono oltre il 43% degli irregolari. E in provincia di Imperia, nonostante la crisi abbia fortemente rallentato l’attività edilizia, si è deciso di compiere un giro di vite. I controlli di Inail, Inps, ma anche carabinieri e polizia municipale di tutti i comandi della Riviera sono stati intensificati per far emergere il sommerso.

Restringendo la lente al 2015 e prendendo in considerazione solo gli accertamenti delministero del Lavoro, si evidenzia che si tratta dell’anno con la più alta incidenza di aziende trovate irregolari (il 67%). Segno questo «che il sistema
ispettivo, nel corso degli anni, è andato verso una più efficace programmazione dell’attività ispettiva in termini di risultati». In particolare lo scorso anno, secondo i dati delle ispezioni effettuate dal ministero del Lavoro sono state visitate solo il 9,7% delle aziende con dipendenti presenti e quelle irregolari sono state il 60,3%. L’edilizia è il settore con la maggiore incidenza di aziende irregolari su quelle ispezionate (63,7%).

Esaminando un primo parziale bilancio relativo al primo semestre di quest’anno, infine, le aziende irregolari diminuiscono al 61,25% delle ispezionate. L’edilizia resta il settore con la più alta incidenza di aziende irregolari (il 65,5%) e l’agricoltura emerge come quello con la più alta incidenza di lavoratori in nero (66%). In generale, però, nei primi sei mesi del 2016 si riscontra meno lavoro nero, ma più lavoro irregolare (il 53,3% dei lavoratori è irregolare). È vertiginosa, infine, la crescita delle violazioni sull’orario di lavoro (+94,4%).

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